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Imprese in crisi: aumentano le insolvenze e le Banche chiudono i rubinetti. E chi salva l’occupazione?

Le sofferenze bancarie delle Imprese in un anno sono aumentate del 12%!, e corrispondo complessivamente a più di 82 miliardi di euro. Lo dice GGIA di Mestre.

A fronte di una inflazione del 3% complessiva su base annua e alla progressiva difficoltà delle Imprese ad avere liquidità disponibile per sviluppare la propria attività la risposta delle Banche quale è stata?: chiudere i rubinetti e non erogare prestiti ed affidamenti. Le banche hanno di fatto interrotto il flusso del denaro.

È come se la Russia in pieno inverno chiudesse i rubinetti del metano che arriva attraverso l’Ucraina in Italia del Nord. Cosa accadrebbe? Un disastro giusto? Ecco adesso abbiamo chiarito il problema che stanno vivendo le Imprese Italiane, grazie anche alla insensibilità del Governo e delle Banche. Il Governo perchè ha ritardato troppo gli interventi del “Salva Italia” e per le troppe tassazioni (IVA al 21% ecc.), delle banche abbiamo detto sopra.

La Banca Centrale Europea ha finanziato e sta tuttora finanziando le Banche Italiane per la ripresa economica con Prestiti all’1% e le banche usano quei soldi per i propri comodi: sistemare i bilanci e investire in Titoli dello Stato. Elevando a difesa l’accusa che le Imprese sono insolventi e sono segnalate negativamente in Centrale Rischi e per questo non sono finanziabili.

C’è qualcosa che stona in tutto questo.

La domanda d’obbligo è: chi è che crea ricchezza e posti di lavoro? Il Privato con le proprie attività, o Società anche Pubbliche produttive. Di certo lo Stato non crea ricchezza, il suo compito è amministrare, è un costo che grava sulla comunità e che tanto più il costo è pesante tanto più alte dovranno essere le tasse applicate per farvi fronte.

Le banche sono Società di servizi, almeno dovrebbero essere così, e il loro mantenimento non deve arrivare dalla Banca Centrale Europea, ma dal loro lavoro e se sbagliano devono pagare in proprio senza mettere a repentaglio il risparmio dei cittadini. Proprio per questo servono le riserve bancarie o investimenti in Titoli di Stato.

Le Banche non devono aumentare la crisi, ma, come fa la Banca Centrale Europea verso di loro, dare incentivi alle Imprese per il rilancio, per fare mercato, per assumere non per licenziare. Le Banche devono incentivare il Sistema virtuoso della produzione per il rilancio della economia, non deve adottare il Sistema del Governo che aumenta le Tasse, perché così facendo aumenta la povertà e disincentiva la buona Impresa.

Alla fine chi salva il posto di lavoro? Non è giusto far carico di tutto alla Impresa in quanto fa parte di un Sistema in cui la Banca è l’attrice principale e se la Banca riduce il proprio impegno saltano tutti gli equilibri.

Il posto di lavoro e le nuove assunzioni creano economia, la gente che guadagna può spendere e così riprendono i consumi, insomma si rimette in moto tutto il Sistema economico finanziario della produzione e del commerciale compreso quello creditizio per i Prestiti personali, i Mutui, le Cessioni del Quinto, i Leasing e le Assicurazioni.

Ci vuole impegno e trasparenza, non ci si deve nascondere al primo apparire delle difficoltà  e giustificarsi poi con scuse stupide, ma al contrario serve il coraggio di chi vuole vincere la partita della vita. Rilanciare l’Economia Italiana e con essa le Assunzioni dei Giovani in particolare.

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  • Oggi 30 Novembre’12 ho scoperto che la CREDEM LEASING SPA ha CANCELLATO 50 giorni fà il contratto di leasing su un macchinario in mio uso, senza avvisarmi, senza una spiegazione. Le rate sono state tutte retribuite e NON vi sono pendenze da parte mia verso la banca. Non credo che siano gli artigiani in crisi, credo che gli impiegati delle SPA stiano facendo casini molto pericolosi. Bettetini Nicola

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    • Prestitia says:

      Buongiorno Nicola, potrebbe trattarsi di un errore.
      La Credem le ha richiesto il saldo del residuo? Da come scrive mi sembra di no.
      Se invece fosse così deve verificare l’accaduto. Come?
      Inviando una comunicazione a mezzo Raccomandata AR in cui chiede spiegazioni in merito a quanto accaduto.
      Il contratto che lei ha stipulato prevede un articolo ad Hoc per l’interruzione del contratto e sono spiegate le cause alle quali la Credem può riferirsi per l’applicazione.
      le verifichi e poi scriva loro.
      Saluti, Renzo

      Reply

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