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Cessione del Quinto – Pignoramento busta paga!

Mi chiamo Giuseppe e abito a ………………, lavoro da 11 anni presso la ditta …………….. ho fatto otto ritardi nel pagamento di un prestito, la banca mi ha scritto che devo pagare tutto il residuo del prestito altrimenti procedono con il pignoramento della busta paga. Significa che se non pago non prendo più lo stipendio? Mi potete rispondere? Grazie

Signor Giuseppe le rate vanno pagate, il contratto va rispettato, i soldi lei li ha avuti ed è logico pensare che se lei non paga le rate mensili del Prestito la Banca interviene anche minacciando il Pignoramento in busta paga pur di recuperare i soldi che le ha anticipato.

Però si tranquillizzi in quanto il Pignoramento qualora fosse eseguito sarà pari al quinto dello stipendio. Una cifra che il Datore Lavoro dovrà trattenere direttamente dalla busta paga e versare obbligatoriamente al Creditore come stabilito dal Tribunale. 

Se lei non ha i soldi per pagare le rate saltate non può rientrare nel piano di ammortamento e la Banca procederà giudizialmente.

Le pongo una domanda: perché attendere che la Banca proceda con il Pignoramento?

Lei può tirarsi fuori dalle problematiche procedendo con la richiesta della Cessione del Quinto dello Stipendio.

In tal modo avrebbe a disposizione i soldi per chiudere il residuo del Prestito , compreso le rate che non ha pagato, e la Banca ne sarebbe molto felice in quanto sarebbero evitati i costi per la richiesta del pignoramento in tribunale.

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  • Salve, leggendo quanto sopra descritto volevo sapere nel caso in cui un datore di lavoro sottoscrive un atto di benestare per la cessione del quinto dello stipendio di un dipendente, il rapporto di lavoro viene interrotto per un cambio di appalto nel quale subentra una nuova azienda.
    In sede di cessazione del rapporto di lavoro il dipendete sollecita il datore di lavoro di non trattenere il TFR, perché sostiene di aver già estinto il suo debito a seguito del susseguirsi di vari rapporti di lavoro e della mancata erogazione del TFR.
    Il nuovo datore di lavoro agendo in buona fede, pur trovandosi in mancanza di una liberatoria decide di pagare il TFR al dipendete ( dimostrabile con ricevute bancarie ) e di non versarlo alla società creditizia.
    Successivamente il datore di lavoro viene intimato al versamento del TFR da un legale della società creditizia.
    Secondo un vs. parere il datore di lavoro, avendo pagato il TFR direttamente al dipendete è comunque tenuto a versare la stessa cifra anche alla società creditizia?
    In caso di mancato pagamento alla società creditizia da parte del datore di lavoro, quali responsabilità e conseguenze ci sono per lo stesso?

    Nell’attesa di un riscontro, si porgono cordiali saluti.

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    • Prestitia says:

      Buona sera signor Giuseppe,
      rispondo alla sua domanda facendole io una domanda: prima del rilascio del TFR al dipendente ha fatto le verifiche amministrative che lo riguardano?

      Se lei in busta paga aveva presente una trattenuta per il pagamento delle rate di un prestito significa che è in atto il Prestito, giusto?

      Ora supponendo che lei sia il titolare di una cooperativa che è subentrata nell’appalto ad un’altra e che quindi non sia lei colui che ha ricevuto dal tribunale la comunicazione di Terzo Datore di Ipoteca, con il subentro dovevano esserle trasmesse tutte le documentazioni amministrative riguardanti quel dipendente e tra queste quella molto importante riguardante la comunicazione del Tribunale per permettere in tal modo il passaggio dell’obbligo da una società cooperativa all’altra, alla sua. Questo di norma avviene a mezzo comunicazioni formali tra le parti coinvolte (le due cooperative e la finanziaria)
      Se ciò non è avvenuto la responsabilità amministrativa rimane in testa alla prima cooperativa.

      Per concludere la buona fede in fatti riguardanti la legge non aiuta mai.
      Per questo se le comunicazioni le sono state fatte e lei non si è attenute alle stesse, ma deliberatamente ha rilasciato il TFR al dipendente la legge la obbligherà a versarlo nuovamente alla finanziaria/assicurazione, e lei a fronte del danno subito successivamente dovrà poi rivalersi legalmente sul dipendente per rifarsi dare i soldi che erroneamente e in buona fede gli ha versato.
      Spero sia tutto chiaro.

      Saluti, Renzo

      Reply
      • La ringrazio per la gentile risposta, in ogni caso faccio presente che la precedente società non ci ha fornito nessuna documentazione in merito alla cessione del quinto, ne siamo venuti a conoscenza direttamente dalla società finanziaria la quale ci ha inviato la relativa documentazione e benestare che abbiamo sottoscritto.

        Leggevo dal vs. sito una recente delibera della Cassazione che in caso in cui il Datore di Lavoro, non rispettando l’impegno sottoscritto con l’atto di benestare a seguito della notifica della Cessione del Quinto, diventa insolvente, il lavoratore rimane obbligato nei confronti del Cessionario: sia essa Banca o Finanziaria o altro Cessionario.

        Rispetto a tale delibera se ho ben capito, dovrebbe essere l’ex dipendente ad’essere obbligato nei confronti della banca o finanziari? Mentre la società verrebbe iscritta in CRIF come insolvente cosi che altri dipendenti non potrebbero richiedere altre cessioni del quinto ma in ogni caso non’è obbligata al versamento delle somme pagate direttamente al dipendente?

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        • Prestitia says:

          La questione deve essere valutata con attenzione in rapporto anche ai documenti amministrativi ad essa collegati.
          Ritengo che se lei si trova in questa situazione dovrà affrontare la cosa dal punto legale.

          Saluti, Renzo

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