Tassi

Pensionati e Prestito per acquisto casa

L’interesse per l’Immobiliare per le persone in Pensione rappresenta circa il 10% del mercato immobiliare, una quota di mercato decisamente importante.

È indubbio che tale interesse è provocato da due fattori concomitanti straordinariamente favorevoli:

  1. Il costo degli immobili è ancora piuttosto basso se confrontato con i prezzi delle case in vendita di alcuni anni fa;
  2. Gli interessi per i Prestiti per l’acquisto, per il restauro e l’ammodernamento della casa sono ai valori minimi.

Si acquistano preferibilmente immobili composti da due o massimo tre locali.

Per l’acquisto dell’immobile solo una piccola parte di costoro, meno del 16%, è ricorsa al Mutuo preferendo invece il Prestito per la quota mancante l’investimento.

I dati del primo semestre 2015 se confrontati con pari periodo del 2014 emerge una crescita decisa degli investimenti che se confermata anche per il secondo semestre porterà a sviluppi molto interessanti per l’Immobiliare, finalmente!

Durerà?

È pensiero comune che aumenterà ancora almeno fino a che i prezzi degli immobili in vendita rimarranno fermi alle attuali valutazioni. Quindi chi è intenzionato a muoversi in questa direzione sarà opportuno che acceleri la propria decisione.

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Prestito Vitalizio è la nuova Pensione Integrativa?

Prestito Vitalizio: cos’è e come funziona.

Si ipoteca la propria casa, con contratto regolare, con un Istituto di Credito e si ottiene liquidità per vivere decentemente quando si è in difficoltà grave come quella che stiamo vivendo.

Non si pagano rate per la restituzione del debito in quanto andrà in Atto di Successione e gli Eredi decideranno se rinunciare alla eredità o se riscattare l’immobile ipotecato pagando il debito oltre gli interessi maturati contrattualmente.

A tutti gli effetti è da intendersi come una Pensione integrativa!

Dal 6 maggio, domani, entra in vigore il Prestito Vitalizio Ipotecario attraverso la Legge n. 44 del 2/4/2015 che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92/2015. Legge che ha modificato l’art. 11/quaterdecies del DL 203 del 30/09/2005 convertito con modifiche dalla Legge 248 del 2/12/2005 che regola la disciplina del Prestito Vitalizio Ipotecario.

I proprietari dell’immobile, che devono avere più di 60 anni, non ne perdono il possesso, e convertono una parte del suo valore in euro, in moneta, con l’accensione dell’ipoteca a garanzia a favore dell’Istituto di Credito che concede il Prestito Vitalizio.

Sarà una perizia dell’immobile e l’età del o dei proprietari che determinerà, in base alla aspettativa di vita, la cifra massima ottenibile.

Successivamente alla morte del o dei proprietari gli Eredi decideranno sul da farsi, se:

  1. Estinguere direttamente il debito con l’Istituto di Credito;
  2. Vendere l’immobile ipotecato e con il ricavato estinguere il debito;
  3. Chiedere all’Istituto di Credito di procedere con la vendita dell’immobile ipotecato e con il ricavato estinguere il debito e se la cifra è superiore il rimanente andrà suddiviso tra gli Eredi.

Il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà adottare entro tre mesi dalla entrata in vigore della Legge il Regolamento che deve stabilire le regole relative alla offerta dei Prestiti Vitalizi Ipotecari e l’individuazione dei casi e delle formalità che comportino una riduzione significativa del valore dell’immobile per il qual motivo l’Istituto avrà titolo per chiedere il rimborso integrale del finanziamento.

Abi e Associazioni dei Consumatori saranno sentite per la stesura del Regolamento.

La nuova disciplina varrà per i finanziamenti stipulati solo dopo l’entrata in vigore della nuova normativa di legge.

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Cessione del Quinto – Il Datore Lavoro!

Il ruolo del Datore di Lavoro nella Cessione del Quinto è ben definito dalla L. 180/50 e sue successive modifiche.

Egli non si può opporre alla Cessione del Quinto, mentre invece è nella sua facoltà la concessione della Delega del Quinto.

Purtroppo non sono pochi i casi in cui il Datore di lavoro crea gravi problemi al dipendente allorquando richiede la Cessione del Quinto, e in questo caso il dipendente alla fine dovrà decidere tra il forzare la richiesta e correre il rischio di perdere il lavoro.

Va anche segnalato che ci sono Ditte che addirittura si fanno firmare la dichiarazione dal dipendente che non chiederà mai la Cessione del Quinto.

Questo accade nel rapporto di lavoro Privato, mai nel Pubblico o nello Statale.

Perché il Datore di lavoro si oppone  alla concessione della Cessione del Quinto?

Lo limitano i vincoli e gli obblighi che ne derivano quali dichiarare formalmente lo stipendio mensile, il TFR accantonato, le trattenute previdenziali e altre eventuali in corso, l’obbligo di trattenere il TFR e di mantenerlo a disposizione e di versare tutti i mesi la quota trattenuta dalla busta paga alla Banca e/o Finanziaria che ha erogato il finanziamento.

Il Datore lavoro figura come Terzo datore ceduto in quanto la garanzia a favore dell’Istituto che ha erogato il finanziamento è rappresentata dallo stipendio che il lavoratore percepisce mensilmente e dal TFR accantonato ed accantonando.

Per questo Prestitia consiglia ai dipendenti di essere attenti, corretti e prudenti, mai invasivi, in occasione della richiesta che fanno al Datore Lavoro per la concessione della Cessione del Quinto dello Stipendio.

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Cessione del Quinto – Le domande dei Pensionati!

Info utili non solo per coloro che sono in pensione, ma anche per figli e nipoti che necessitassero di notizie a conforto degli anziani incerti sul da farsi.

Chi può richiedere la Cessione del Quinto Pensionati?

Tutti coloro che sono in Pensione di vecchiaia o di anzianità o da reversibilità che maturino una anzianità anagrafica al termine del finanziamento che va da 80 a 90 anni, condizione questa valutata dall’Istituto che finanzia la Cessione del Quinto!

La possono richiedere anche ex lavoratori appartenenti a categorie protette come ad esempio sordomuti, ciechi e/o privi di arti.

Quali sono le limitazioni?

  1. Avere una pensione minima che non permette di poter cedere una quota della pensione utile a maturare una somma erogata sostenibile.
  2. Avere una malattia grave in corso con patologia con rischio morte.
  3. La pensione di Invalidità.
  4. La pensione di Inabilità.
  5. La pensione di Reversibilità suddivisa su più Eredi.

Ho bisogno che qualcuno faccia da Garante?

No! È l’Inps il garante quale Ente che gestisce direttamente le Pensioni!

In quanto tempo arrivano i soldi?

Dalla presentazione della Quota Cedibile che rilascia l’Inps consegnati all’Istituto finanziario assieme ai documenti richiesti in pochi giorni l’Istituto stesso delibera e i soldi saranno sul conto in circa due settimane.

Ma quanto mi costa la Cessione del Quinto?

I costi risultano specificati nel preventivo e nel contratto e sono tutti cumulati nel TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), sono in particolare:

  1. Il Tasso di Interesse Nominale (TAN),
  2. L’eventuale Tasso di Mora per ritardati pagamenti delle rate,
  3. I Costi Bancari e di Intermediazione,
  4. I Costi delle Assicurazioni per il Caso Vita.

Esiste un massimo di erogato e di durata?

La durata della Cessione del Quinto è massimo 120 mesi, mentre per la somma che sarà erogata dipende dalla Pensione, dalla Quota cedibile e dalla età (più l’età è avanzata più aumenta il rischio e con esso i costi di copertura dell’assicurazione).

La rata aumenta?

No! La rata è fissa per tutta la durata della Cessione del Quinto!

Ho costi da pagare all’Inps?

Si! Una piccola trattenuta iniziale fatta direttamente sulla Pensione che l’Inps usa come anticipo spese per l’intera durata della Cessione del Quinto per il versamento mensile della rata all’Istituto che ha erogato il finanziamento.

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Tassi sui Prestiti in flessione a febbraio

ABI comunica che i tassi dei prestiti sono calati a febbraio di pochissimo: dello 0,06% sul mese precedente gennaio 2012. Se confrontato su febbraio 2011 è ancora superiore dello 0,5%.

È un trend che conferma che serve ancora molta prudenza nel valutare l’andamento dei tassi per i prestiti personali, finalizzati e per la Cessione del Quinto.

Significa anche che forse la curva degli interessi inizia una inversione di marcia permettendo alle persone di far rinascere la fiducia.

La grande paura non è ancora passata e serviranno altri ribassi ben più importanti di questo per superarla, ma bisogna anche esprimere consenso e fiducia per rilanciarsi nell’economia reale della produzione e del consumo.

Solo così accompagnati da scelte fiscali e di intervento si uscirà dalla crisi in cui stiamo vivendo costantemente in stato di ansia.

Prestitia ti informa per aiutarti nelle tue scelte per confrontare le migliori soluzioni per i tuoi finanziamenti!!

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