Prestiti Cattivi Pagatori

Chi ha subito un protesto può ottenere un prestito?

Mi chiamo Giovanni, la mia domanda: chi ha subito un protesto può ottenere un prestito?

Buongiorno signor Giovanni,

essere protestato significa non avere onorato il pagamento alla scadenza fissata di un assegno bancario, di una cambiale, di una tratta o di un vaglia cambiario.

Il Protesto viene segnalato in CCIAA e in Tribunale per cancellarlo bisogna pagare il debito e farsi fare la dichiarazione liberatoria da parte del creditore. Questo documento presentato subito in CCIAA permette la cancellazione immediata e la non trascrizione.

Se invece il pagamento del debito avviene dopo più di un anno dalla segnalazione, quando ormai l’atto del protesto è già in tribunale, si deve:

  1. Pagare il debito e farsi dare la dichiarazione liberatoria;
  2. Andare in CCIAA per la procedura della cancellazione;
  3. Andare in Tribunale per la cancellazione del protesto.

L’operazione ha dei costi riguardanti le marche da bollo ed i versamenti in tribunale e varia in funzione del numero dei protesti.

In questo caso la segnalazione del protesto rimane in centrale rischi della Banca d’Italia per 5 anni dalla cancellazione.

 Signor Giovanni la risposta alla domanda la trova all’interno dei casi prospettati, ed è da tenere in conto che chi è protestato è visto molto male dal sistema finanziario.

La regola che gli impegni vanno rispettati è preziosa e non va mai dimenticata.

Per questo prima di firmare assegni e cambiali bisogna pensarci sopra non una ma dieci volte, meglio rinunciare a qualcosa e stringere la cinghia.

Saluti, Renzo

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LA CRISI ECONOMICA – IL BISOGNO DELLE FAMIGLIE – TEMA SOCIO/ECONOMICO ATTUALE

Chi legge oggi le statistiche economiche e gli andamenti della Borsa italiana, chi ascolta interviste di professionisti e peggio di politici, chi uscendo per fare quattro passi incontra persone e con esse si intrattiene per discutere e scambiare qualche parola, chi parla di pensioni di qualsiasi livello o estrazione sociale esse provengano, chi parla di costume italiano: oggi non trova una parola che sia una positiva .

Tutto va male, perché?: non ci sono soldi.

Perfino la salute viene meno con questa insicurezza, con questa negatività strisciante.

Ma cosa succede nelle famiglie e perché fanno fatica ad arrivare alla fine del mese?

Auto sono due o tre per famiglia con almeno due rate di prestito, gli elettrodomestici compreso i condizionatori non mancano e probabilmente ancora acquistati con prestito, i cellulari in una famiglia di quattro persone non sono meno di 5 o 6 e statene certi che 2 sono a restituzione rateale, molti vanno in vacanza e per farlo chiedono un prestito.

Ogni famiglia di 4 persone ha in corso da 3 a 5 prestiti per i motivi più diversi.

Viene da chiederci: ma allora come fanno ad acquistare casa chi ancora non l’ha acquistata? Sarà molto difficile riuscirci.

E come fanno a pagare il mutuo chi la casa l’ha già comprata?

Siamo in crisi secondo le statistiche, la realtà è che tutti siamo consapevoli che la crisi è grave, ma non vogliamo rinunciare a nulla.

Accadrà che le famiglie non hanno ora o non avranno domani i soldi per pagare le rate dei prestiti e del mutuo. E così saranno segnalate come cattivo pagatore in Centrale Rischi e non potranno più essere finanziate. Questo è il rischio che molte famiglie corrono.

Il quadro che noi consulenti ci troviamo di fronte quotidianamente è questo, esistono una varietà impressionante di motivi per richiedere un prestito o un consolido dei prestiti in corso.

Sempre più arrivano nei nostri uffici persone che chiedono prestiti ed hanno uno stipendio o una pensione di 5/600 euro.

E nessuno, per sodisfare i propri bisogni, vuol tenere in considerazione che siamo in un momento di restrizione congiunturale, che bisogna fermarsi con nuovi prestiti, Eventualmente sarà bene rinegoziare i vecchi prestiti allungando la durata della restituzione, ma abbassando la rata da pagare. Nota stonata del momento è che Banche che fino a ieri (inizio 2010) concedevano prestiti fino a 30.000 euro ad uno straniero in Italia da 4-5 anni e uno stipendio di 1200/1400 euro, oggi gli negano 3.000 euro. Questa è la realtà, amara, ma realtà.

Il risultato è che le persone in mancanza di liquidità perdono fiducia non solo in se stessi ma in tutto ciò che li circonda.

E’ tempo che ABI e Banca d’Italia intervengano sul credito concesso e sulla durata di restituzione del debito, così come ha fatto per l’indebitamento normandolo, favorendo le rinegoziazioni e l’allungamento della durata dei finanziamenti.

Le persone hanno bisogno di segnali positivi, non di sentirsi dire solo cose negative, sempre più negative.

L’iniezione di fiducia viene prima di tutto dal sistema banche sorretto da leggi e normative dei governi. Ma ci sorge spontanea la domande: le banche e il sistema di controllo ad esse collegato come vedono l’art. 8 bis del Decreto Sviluppo, oggi Legge in vigore, che prevede la cancellazione di segnalazioni in Centrale Rischi per ritardi di pagamento delle rate di prestito concesso?

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PRESTITO PER PENSIONATI – curiosità, statistiche e mercato

Dato relativo a statistica ISTAT del 31/12/2009

Pensionati con pensione               inferiore a     €    500 mese                 6.500.000      39,1%

”                   ”          ”                      da €    500 a € 1.000 mese                 5.200.000      31,4%

”                   ”          ”                      da € 1.000 a € 1.500 mese                 2.200.000      13,4%

”                   ”          ”                      superiore a   € 1.500 mese                 2.700.000      16,1%

E’ possibile che siano molti coloro che non hanno una idea per il disagio che provano i nostri genitori, i nostri nonni che devono vivere con una pensione incredibilmente bassa. Pensate abbiamo 6.500.000 di genitori/nonni che vivono sotto la soglia della povertà con meno di € 500 al mese e che se va bene mangiano una volta al giorno. L’11% della popolazione italiana vive nell’indigenza e il 9% sopravvive in qualche modo arrangiandosi.

Sono dati allarmanti che ci devono far riflettere. A questa situazione già di per sé grave si deve aggiungere la crisi economica per la quale i genitori/nonni sono visti come i salvatori delle famiglie, dei figli e dei nipoti.

Perché?

Perché anche se la pensione è bassa possono richiedere il Prestito Personale o la Cessione del Quinto della Pensione.

E’ un mercato di 10.000.000 di possibili clienti su un totale di circa 16.600.000 pensionati, è una grande realtà per il sistema economico/finanziario rappresentato da Banche ed Istituti finanziari.

L’accesso al finanziamento per i giovani pensionati è facilitato dalla certezza che nessuno potrà mai licenziarlo ed è sufficiente una assicurazione che copra il caso morte e banche o istituti sono pronti ad aggredire quel cliente. Per i meno giovani che rappresentano un maggior rischio ecco allora subentrare al sistema del prestito personale quello della Cessione del quinto della Pensione, bastano pochi documenti tra i quali la Quota Cedibile che l’istituto pensionistico deve dare obbligatoriamente e in pochi giorni arrivano i solditanto attesi. I costi però aumentano con l’innalzarsi dell’età del pensionato per le coperture assicurative che coprono in alcuni casi fino a 90 anni il pensionato. Vero e Unico limite in questo caso è l’età: 90 anni, oltre non si può andare.

Vorrei ora dare qualche consiglio a queste persone che hanno fretta di essere finanziate e pur di esserlo accettano qualsiasi condizione. Non fatelo!

Chiedete più preventivi, fatevi spiegare i costi, chiedete i tassi applicati: TAN (tasso nominale), TAEG (è il tasso che comprende tutti gli oneri di spesa:  quelli bancari, degli intermediari e quelli assicurativi). La fretta è una cattiva consigliera. Non abbiate timore a chiedere, a fare domande. Firmate solo il
preventivo migliore che deve essere controfirmato dall’istituto o dalla Banca solo dopo averlo confrontato con più preventivi.

Conservate il preventivo gelosamente e quando arriva il contratto confrontate i dati del preventivo con quelli del contratto. Se notate cifre diverse non firmate nulla, assolutamente e non abbiate alcun timore.

Non può succedervi nulla.

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Finanziamento in corso: posso chiedere un altro prestito?

Salve,
ho già un finanziamento in corso, potrei richiedere un altro prestito?
Grazie per la risposta, Marco

Il fatto di avere un finanziamento in corso non impedisce di fare una ulteriore richiesta.
La valutazione dell’Istituto terrà certamente conto dell’ammontare dei finanziamenti già in essere in rapporto con il reddito dichiarato (che dovrà essere dimostrato) e valuterà se, in base ai propri criteri riterrà l’operazione fattibile o meno.
Non deve essere dimenticato inoltre la nuova direttiva della Banca d’Italia circa la valutazione che deve essere fatta del merito creditizio: valutazione della capacità del cliente di far fronte al debito ulteriore da contrarre.

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Ritardi nel pagamento di rate di un prestito: cosa succede?

Ritardi nel pagamento di rate di un prestito: cosa succede?

Il caso prospettato merita una analisi approfondita.

Si può pensare a problemi sorti per:

ü      Perdita lavoro per licenziamento o chiusura ditta,

ü      Cassa Integrazione con riduzione dello stipendio,

ü      Problemi gravi di salute,

ü      Interventi medici urgenti, che si devono pagare,

ü      Incapacità nella gestione personale finanziaria,

ü      Altro.

Tutte cause importanti che esistono nella realtà, nella quotidianità.

I primi tre casi non sono da trascurare in quanto di norma i Prestiti sono coperti da assicurazione.

Non appena si ha la certezza di essere in difficoltà a pagare le rate si deve contattare l’Istituto/Banca che ha concesso il finanziamento per cercare una via di uscita: da un lato verificando se esiste la copertura assicurativa, in questo caso sarà l’assicurazione a subentrare nei pagamenti, dall’altro se dipende da problemi di salute familiari o per incapacità alla gestione e quindi a scelte sbagliate e ad un sovraccarico di impegni ai quali non si riesce a far fronte con il pagamento mensile. Sarà bene consigliarsi subito con la finanziaria per valutare insieme una nuova pianificazione del rientro.

 

La segnalazione in Centrale Rischi crea sul Cliente seri problemi per i finanziamenti futuri.

Sistemi di Informazione Creditizia presso gli Istituti:

ü       CRIF S.p.A, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Via Montebello n.2/2-40121 Bologna, tel.051/6458900, fax 051/6458940, info.relazioniconilpubblico@crif.com www.consumatori.crif.com

ü       EXPERIAN ITALIA S.p.A.,Servizio Tutela Consumatori, Via Carlo Pesenti n. 121,– 00156 Roma, tel.199.183.538, fax 199.101.850, www.experian.it

ü       CTC, Consorzio Tutela del Credito, Via Tunisia n.50, 20124 Milano, fax 02/67479250, www.ctconline.it Centrale d’Allarme Interbancaria presso Banca d’Italia.

Tempi di conservazione dei dati nei Sistemi di Informazione presso gli Istituti :

ü       Richiesta di finanziamento 6 mesi, qualora l’istruttoria lo richieda, o 1 mese in caso di rifiuto della richiesta o rinuncia alla stessa

ü       Morosità di due rate o di due mesi poi sanate 12 mesi dalla regolarizzazione

ü       Ritardi superiori sanati anche su transazione 24 mesi dalla regolarizzazione

ü       Eventi negativi (ossia morosità, gravi inadempimenti, sofferenze) non sanati 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui è risultato necessario l’ultimo aggiornamento (in caso di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso) Rapporti che si sono svolti positivamente (senza ritardi o altri eventi negativi) 36 mesi in presenza di altri rapporti con eventi negativi non regolarizzati. Nei restanti casi, il termine di 36 mesi dalla data di cessazione del rapporto o di scadenza del contratto, ovvero dal primo aggiornamento effettuato nel mese successivo a tali date.

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Prestito con garante: cioè?

Salve, mi hanno parlato del “prestito con garante” ma francamente non ho le idee chiare: me lo spiegate?

Ci sono casi di richiedenti un prestito personale o finalizzato in cui viene richiesto da parte dell’Istituto al quale ci si è rivolti per ottenere il finanziamento la figura di un garante.  I motivi possono essere molteplici: età, attività, tipo di contratto di lavoro, residenza, cassa integrazione, stipendio, da quanto in Italia, la prima volta che si chiede un finanziamento, ecc. . La figura del Garante deve avere determinate caratteristiche: deve essere un famigliare convivente, non deve avere segnalazioni negative bancarie, e deve essere in possesso dei requisiti tipici del richiedente il finanziamento. se sarà riconosciuto idoneo firmerà il contratto come  “GARANTE” del finanziamento. In passato, oggi meno, questo termine è stato usato ed abusato in mille modi, illudendo le persone che non era importante e che si sarebbero liberate presto. Ma così non è stato per molti, tantissimi casi.

Le cose non stanno così perchè il garante è a tutti gli effetti il coobbligato in solido del finanziamento e se le rate non sono pagate regolarmente dal richiedente egli stesso sarà tenuto a farlo direttamente. Altrimenti sarà segnalato come cattivo pagatore e non potrà essere finanziato per esigenze sue personali.

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Cattivo Pagatore: cosa significa e cosa comporta

Essere segnalati in CRIF (Centrale Rischi Finanziari) come cattivo pagatore è la conseguenza di un ritardo di pagamento di una o di più rate. Il cattivo pagatore subisce giustamente delle limitazioni per la richiesta di un nuovo prestito: la Banca o l’Istituto finanziatore controlla sempre la Centrale Rischi del/dei richiedenti il finanziamento per accertarsi sull’affidabilità creditizia del/dei soggetti e per i cattivi pagatori la richiesta di un finanziamento è veramente un traguardo irragiungibile, impossibile.

E’ sempre possibile visionare i propri dati CRIF in Banca o nella propria Finanziaria per essere aggiornati sullo stato creditizio personale, è semplice basta farne richiesta direttamente. Se si è inseriti come cattivi pagatori la cancellazione avviene dopo un periodo che va da uno a due anni, a seconda che si tratti di una o di più rate non pagate o con ritardi di pagamento, dal momento in cui sono stati regolarizzati i pagamenti del finanziamento e se nell’arco di questo tempo non sono stati effettuati altri ritardi di pagamento.

Consiglio utile per tutti coloro che richiedono un prestito è di non rimandare mai il pagamento di una rata,  e per chi fosse cattivo pagatore ed è un dipendente a tempo indeterminato, di chiedere il finanziamento attraverso la cessione del quinto dello stipendio, che per la maggior parte dei casi risulta un prestito più facile e veloce da ottenere in quanto non viene verificata la Centrale Rischi del richiedente.

Prestitia informa!

Prestitia si propone, con il proprio staff di consulenti, per analizzare la tua storia e la tua necessità economica, interpellaci!!

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