Prestiti Auto

Prestito: cose da non fare per ottenerlo

Cosa succede se si chiede un Prestito e viene rifiutato?

Quali possono essere i motivi di un rifiuto?

Se si chiede il Prestito nello stesso tempo a più Istituti di credito o Finanziarie cosa succede?

Se la richiesta è stata respinta posso presentare una nuova richiesta presso un’altra banca?

Se propongo un Garante che ha altri finanziamenti o è segnalato cattivo pagatore cosa succede?

Cos’è la Liberatoria?

E se chiedo un Prestito per pagarne altri che ho già cosa succede?

Sono le domande tipiche che ci vengono di norma sottoposte. È importante dare loro la giusta considerazione in quanto sottovalutarle significherebbe perdere un finanziamento che serve a realizzare e dare soddisfazione a proprie esigenze.

Quando si chiede un Prestito si deve conoscere cosa ha bisogno la Banca o l’Istituto di credito per poterlo concedere.

Vediamo cosa richiede la Banca e/o l’Istituto di Credito:

  1. Essere assunti a tempo indeterminato se dipendenti da almeno 1 anno, è una clausola che da la certezza di avere i soldi di ritorno (Non vale per dipendenti pubblici o statali i quli sono immediatamente finanziabili);
  2. Avere uno storico di bilancio di almeno due anni se Imprenditore;
  3. Essere conosciuti in Banca dati come buon pagatore, in quanto se si sono pagati bene altri debiti è probabile che si rispetteranno i nuovi;
  4. Avere una età che sia indice di maturità e di responsabilità personale;
  5. La Ditta dove si lavora deve essere conosciuta e rispettata finanziariamente, ciò da il senso di serietà e di continuità lavorativa;
  6. Se si presenta un proprio Garante per incentivare la decisione della Banca per l’approvazione del finanziamento, costui deve essere finanziabile e riconosciuto nelle Centrali Rischi come buon pagatore.

La Banca quando riceve una richiesta di Prestito:

  1. Verifica la documentazione che il richiedente il Prestito fornisce alla Banca stessa.
  2. Controlla che non vi siano altre richieste in corso e se vi sono ne richiede la liberatoria che deve essere rilasciata dalle singole Banche e/o finanziarie alle quali ci si è rivolti per ottenere il Prestito.
  3. Se la richiesta è stata rifiutata da altra Banca sarà bene attendere i tempi di cancellazione dalla Centrale Rischi prima di inoltrarne una nuova. Val la pena ricordare che per la cancellazione del rifiuto in Centrale Rischi serve minimo un mese dalla richiesta di cancellazione. Sarebbe ideale attendere due mesi. Ogni rifiuto allontana la possibilità di essere finanziati, sarà quindi utile essere prudenti anche se l’urgenza potrebbe consigliare il contrario.

I motivi del rifiuto del finanziamento da parte della Banca:

  1. Essere dipendenti da poco tempo o avere iniziato una attività in proprio da troppo poco tempo che, in ambedue i casi, farebbe venir meno la certezza della restituzione del Prestito.
  2. L’età e la mancanza dello storico finanziario personale è un freno quasi assoluto che pretende garanzie quali beni mobili ed immobili oppure richiede la presenza di un Garante che nel caso in cui il Prestito non fosse onorato sarebbe lui a farsene carico.
  3. Essere troppo esposto con altri finanziamenti ancora in corso che gravano pesantemente sul bilancio familiare.
  4. Avere segnalazioni in corso di cattivo pagatore di altri finanziamenti.
  5. Essere Protestati e/o Pignorati.

Ecco qui spiegati in breve i motivi per cui affidarsi ai nostri consulenti!

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Prestiti – Pignoramento dello Stipendio/Pensione

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 24536 dep. 18/11/2014) ha stabilito i limiti per Equitalia oltre i quali non è possibile pignorare lo Stipendio o la Pensione seguendo l’orientamento dichiarato dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 506/2002).

Fissa anche che l’ultimo stipendio/pensione scaricato sul conto corrente del debitore deve restare integro nella sua piena disponibilità.

I limiti fissati sono relativi a stipendi/pensioni mensili per credito vantato che devono tener conto del minimo vitale indispensabile alla vita del pignorato:

  1. 1/10 fino a € 2.500;
  2. 1/7 per importi superiori a € 2.500 fino a € 5.000;
  3. 1/5 per importi superiori a € 5.000-

Rimangono comunque dubbi circa l’applicabilità per il calcolo del minimo vitale che non è stato ancora fissato per pura inerzia legislativa.

Alcuni tribunali l’hanno valutato in € 500, ma si ritiene comunque che la decisione finale spetterà al Giudice dell’esecuzione, il quale dovrà valutare le condizioni in cui si trova il pensionato.

In linea generale si può quindi affermare che stipendi e pensioni possono essere pignorati per il quinto e per ogni credito, fatto salvo il minimo vitale che sarà fissato di volta in volta da parte del Giudice Esecutore.

Inoltre non si fa riferimento a Prestiti e/o Cessioni del Quinto in corso come saranno considerati: se saranno sospesi i pagamenti a favore dei creditori o se saranno tenuti vivi e i creditori si metteranno in coda. Si ritiene più facile la prima opzione anche per il fatto che è il Giudice dell’Esecuzione che decide.

Non è una buona notizia!, ma lo potrebbe diventare se ci contatterai.

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Le Garanzie e il Garante nel Prestito personale!!

Istituti di Credito e Società Finanziarie quando devono erogare il Prestito pretendono solide garanzie per limitare al massimo il rischio di una mancata restituzione del debito da parte del richiedente.

Vediamo quali sono le garanzie pretese:

  • Un contratto di lavoro a tempo indeterminato se dipendente o un reddito dimostrabile se il richiedente è un imprenditore o libero professionista;
  • Uno stipendio adeguato che sia consono al finanziamento richiesto e che sia sufficiente a far fronte al pagamento delle rate mensili;
  • La presenza di altri Prestiti sia personali che finalizzati o per Cessione del Quinto commisurati alla capacità di indebitamento che in linea di massima non dovrebbe superare il 30-35% del reddito percepito;
  • se il richiedente il Prestito non è conosciuto in Banca Dati o se l’Istituto di credito ha dubbi sulla capacità di restituzione del debito è richiesta la figura di un Garante finanziabile proprio a Garanzia del capitale che viene erogato.

Vale la pena di approfondire quindi la figura del Garante per le responsabilità che derivano alla sua presenza nel contratto.

Per molti il Garante è una figura secondaria al richiedente e all’eventuale cointestatario, ma non è così.

Se il richiedente/intestatario del Prestito non onora il debito sarà tenuto a farlo a tutti gli effetti il Garante. Abbiamo assistito a litigi tremendi tra le persone coinvolte nel contratto di Prestito per non aver avvisato correttamente il Garante di questa sua responsabilità.

Per questo bisogna porre la massima attenzione quando si richiede la firma a Garanzia di un Prestito e vale per ambedue le parti interessate sia per il Richiedente che per il Garante.

In senso più generale è preferibile, per chi fosse in difficoltà ad ottenere un Prestito personale, ricorrere alla Cessione del Quinto, più semplice da ottenere e ha un vantaggio molto interessante: non si deve ricorrere a Garanti in quanto la Garanzia è data dal TFR accantonato e accantonando per tutta la durata del finanziamento.

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Cessione e Delega pagamento del Quinto!

La Legge 180/50 e successive modifiche che regolamenta la Cessione del Quinto da la possibilità ai dipendenti di ottenere una seconda Cessione del Quinto definita Delega di pagamento!

Questo significa che è possibile avere due trattenute fino ad un massimo del 40% dello stipendio netto mensile. Ad esempio da uno stipendio di 1.500 euro netto al mese si possono ottenere due Cessioni con rate di 300 euro cadauna, e così in busta paga rimarrebbero a disposizione solo 900 euro per l’intera durata delle due Cessioni.

È un impegno, quello che si assume il richiedente, molto importante e che non deve essere sottovalutato!

La persona che richiede sia la Cessione che la Delega del pagamento del Quinto dello Stipendio deve essere consapevole che al di là del beneficio immediato per i soldi che le Società Finanziarie erogano a suo favore, dovrà poi vivere con uno stipendio di 900 euro al mese e con quelli dovrà far fronte a tutti i costi e agli imprevisti che nella vita dovrà affrontare: per l’auto per consumi, bollo e assicurazione, per la casa per le spese e per le tasse statali e comunali, per il vitto e per il mantenimento. Se non è solo, ma ha una famiglia, la cosa sarà ancora più difficile e dura da affrontare e queste sono cose da tenere in debito conto fin dal momento che si fa richiesta di finanziamento.

Di norma si fa ricorso alla Delega di pagamento quando non si riesce a far fronte ai debiti o se si vuole acquistare cose o beni indispensabili oppure per necessità sanitarie improvvise e non rimandabili.

Va anche sottolineato che non sempre la Delega di pagamento viene concessa dal Datore Lavoro, è lui che decide se concederla o no, al contrario di quanto avviene per la Cessione del Quinto che va concessa per obbligo di legge.

Per i dipendenti statali e per quelli pubblici è facile ottenere la doppia Cessione, così non è nell’ambito del lavoro privato. Il Datore Lavoro nel privato non concede di norma l’autorizzazione o la concede molto raramente.

Sono elementi determinanti per la concessione della Cessione in genere e della Delega di pagamento in particolare l’anzianità di lavoro (a tempo indeterminato) e il TFR accantonato. Infatti tanto più questi due elementi sono elevati tanto più sarà facilitata la concessione della Delega di pagamento!

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Prestiti – Aumentano le Erogazioni!!

Crisi economica superata? Ancora no, ma ci sono tiepidi ed importanti segnali che provengono da Banche e Società Finanziarie di ripresa nella erogazione di Prestiti alle Famiglie e alle Aziende.

Certo sono moltissime le Famiglie e le Aziende tuttora sofferenti ed in forte crisi e in chiara difficoltà, ma l’avere ritrovato la via di accesso al credito ridà un minimo di speranza.

E va anche detto che le offerte di Banche e Società Finanziarie sono nettamente migliori e più vantaggiose di quelle del passato. È questo un ulteriore segnale di una ritrovata fiducia vicendevole tra cittadini e Istituti di credito.

La concessione degli ultimi due mesi di Prestiti finalizzati è in aumento del 9% circa e per i Prestiti personali del 11% circa se confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente.

L’erogato medio è di circa 8.000 euro. La cifra media per i Prestiti finalizzati è di 5.200 euro e per i Prestiti personali di 10.800 euro.

Sono in aumento i Prestiti fino a euro 5.000 e diminuiscono invece quelli fino a 10.000 euro.

È in netto aumento l’età del richiedente oltre i 65 anni. Segnale questo che gli Istituti di credito danno la preferenza al reddito da pensione.

La durata è in forte diminuzione per i Prestiti fino a 5.000 euro ed aumenta sensibilmente mano a mano che aumenta la cifra erogata fino al massimo consentito di 120 mesi.

Segnali questi davvero incoraggianti!

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Corte di Cassazione a Equitalia: No Ipoteca senza avviso al debitore!

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la più autorevole della Corte di Cassazione, con sentenza n. 25561 del 3/12/2014 ha determinato che Equitalia non può ipotecare senza prima avvertire ufficialmente il debitore.

Tutto ciò grazie al ricorso di una signora di Roma che aveva subito l’Ipoteca di Equitalia senza averne avuta la notifica.

La Corte di Cassazione ha dato ragione alla signora in quanto: l’iscrizione di ipoteca senza la comunicazione al contribuente è nulla, non avendo, Equitalia, rispettato l’obbligo del contradditorio endoprocedimentale che si ha attraverso la comunicazione preventiva al contribuente.

Ha fissato inoltre un tempo minimo di 30 giorni da mettere a disposizione del contribuente per esercitare il diritto di difesa e se del caso poi regolarizzare la sua posizione debitoria.

NOTA

Continua a persistere il Divieto di Espropriazione a difesa dell’abitazione principale nei seguenti casi:

  1. Il debitore ha la residenza anagrafica presso l’immobile in parola;
  2. Unico immobile posseduto;
  3. Immobile con destinazione catastale ad uso abitativo;
  4. Che non si tratti di casa di lusso, non deve appartenere alle categorie: A8 (ville) e A9 (Castelli)

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Prestiti – Dati dei primi 10 mesi 2014!

Nei primi dieci mesi dell’anno il 30% delle richieste di Prestito ha riguardato la ristrutturazione della casa e il 15% l’arredo. Quasi il 50% delle richieste è indirizzato a migliorie della propria casa.

Inoltre il 35% delle richieste sono state fatte per acquistare un’auto usata o nuova.

Il rimanente va diviso tra le spese sostenute per l’informatica, i viaggi, per il benessere e per spese mediche o farmaceutiche.

Si desume quindi che l’80% delle richieste di Prestiti in questi ultimi 10 mesi riguardano in particolare la casa e la mobilità per il lavoro, segnale molto chiaro: le famiglie si orientano a fare spese essenziali e per fattori che prevedono forti risparmi per gli aiuti governativi previsti in particolare per ristrutturazione e arredo della casa.

Dalla Agenzia delle Entrate:……….. “Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014, la detrazione Irpef sale al 50%, passando al 40% per il periodo 1º gennaio 2015 – 31 dicembre 2015”……..

Richiesta del finanziamento media di euro 15.000, finanziata 11.000 euro, durata media da 60 a 84 mesi per il 60% delle richieste. Un terzo delle richieste finanziate sono inferiori a 10.000 euro.

È chiaro quindi che in questo tempo di grave crisi l’italiano dedica particolare attenzione al risparmio, e limitare quindi quanto può più richieste di Prestito per cose futili.

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Prestito per acquistare un’auto!!

Sono stata da un concessionario per acquistare un’auto. Mi ha proposto di fare il Prestito e appena ha caricato i miei documenti il finanziamento è stato rifiutato. Mai avuti Prestiti in passato, lavoro da 10 anni a tempo indeterminato, perché è successo questo? Cosa devo fare? Roberta

Per prima cosa deve chiedere la LIBERATORIA, e poi, dopo circa un mese, richiedere a CRIF Bologna i suoi dati creditizi per verificare se il rifiuto è stato cancellato.

Fino a che le risulterà inscritto in Crif il rifiuto nessuna Banca o Società Finanziaria la finanzierà, ma rifiuterà in automatico la sua richiesta.

Le Banche e le  Società finanziarie per erogare un Prestito in genere fanno le seguenti verifiche:

  1. Busta paga, CUD o Unico se Autonomo, o Obis M se pensionato INPS;
  2. Rapporto rata/reddito: la rata non può essere superiore al 30% dello stipendio netto.
  3. Contratto di lavoro;
  4. Se conosciuto o non conosciuto in Banca (se ha avuto o no altri finanziamenti e se li ha pagati bene).

Immagino che se la sua richiesta è stata rifiutata significhi che è troppo giovane o che lo stipendio è troppo basso.

Avrebbero dovuto farglielo presente subito e chiedere la presenza di un Garante. Per questo il loro comportamento non è molto comprensibile.

Quindi verifichi come stanno le cose, proceda con la richiesta della Liberatoria e poi chieda a Crif la sua situazione creditizia. Dopo di che si potrà procedere con una nuova richiesta, ma scelga bene il consulente.

 

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Prestiti – Crisi auto nuove: si vendono più auto usate!

Un segnale che arriva nitido della crisi economica è il ricorso a Prestiti personali per l’acquisto di auto usate.

La vendita di auto nuove di qualsiasi marca vive una crisi terribile con un calo delle vendite del 25-30% e per alcuni marchi anche del 40%. È una crisi che ci riporta indietro di 30-40 anni.

A fronte di questa crisi fa festa grande il mercato dell’usato, le vendite infatti sono in aumento, i guadagni assicurati per i rivenditori dopo anni di difficoltà commerciale.

La conseguenza è stata che sono aumentate le domande per finanziare l’acquisto dell’auto, tanto che oggi la richiesta di Prestito finalizzato o personale per l’acquisto di auto usate è prima in classifica alle esigenze dei richiedenti. Su tre richieste di prestito presentate una è per l’acquisto dell’auto usata, il valore medio delle richieste è di 12000 euro e la durata preferita 84 mesi che permette di dilazionare notevolmente la rata.

Ci sono due elementi interessanti da analizzare a distanza di un anno:

  1. La durata del Prestito  è passata da 60 mesi a 84 mesi (aumento del 40%);
  2. Il valore del Prestito medio è passato da 18000 a 12000 euro (diminuizione del 35%)

In conclusione il segnale chiaro è che l’italiano in tempo di crisi ha contenuto la spesa e ha diluito nel tempo il debito per avere una rata più bassa a cui far fronte. Tutto in un anno, veramente impressionante.

Se a ciò aggiungiamo che le richieste di finanziamento per i Mutui sono letteralmente crollate dimezzando sia le richieste che la cifra richiesta ricaviamo che la crisi ha colpito duro, ma che l’italiano sa come comportarsi in tempo di crisi, ha la testa sulle spalle più dei governanti o degli eletti.

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I Criteri di valutazione degli Istituti di Credito per la concessione dei Prestiti

I Criteri di valutazione degli Istituti di Credito per la concessione dei Prestiti

Tutti siamo consapevoli di quanto sia difficile avere credito dalle banche.

Un esempio:

1. fino al 2010 un cittadino monoreddito con lavoro a tempo indeterminato e busta paga di 1200 euro con famiglia e affitto da pagare poteva avere prestiti fino a 20000 euro e per avere invece 30000 bastava dimostrare che la moglie aveva una piccola entrata di 3-400 euro (pari all’affitto) e il finanziamento era concesso.

2. Dal 2011 è iniziato un graduale e progressivo irrigidimento, per giungere ai giorni nostri con una esasperazione dei controlli con paletti creati per selezionare la clientela. In pratica i soldi sono concessi a chi già li ha.

3. Succede anche se le condizioni del richiedente sono migliori di quelle del 2010.

4. Perché se la richiesta è per un prestito di 10000 euro come primo prestito al massimo concedono 2-3000 euro, come secondo prestito, dimostrando di avere sempre pagato bene, 5-6000 euro e come terzo prestito massimo 10-12000 euro? Troppa rigidità!

Effetti della Finanziaria?, mancanza di liquidità delle banche?, perdita di fiducia banca/cliente?.

Un po’ di tutto questo oltre ad un irrigidimento dei criteri di valutazione a carico del richiedente.

A ciò va aggiunto il problema dei costi per l’aumento sconsiderato dei tassi di interesse, dei costi generali compreso l’assicurativo e del limite del Tasso Usura che è già Usura.

I criteri in parte rappresentano l’iceberg che affonda la concessione del finanziamento. Vediamo nel dettaglio per i Prestiti personali e per i Prestiti finalizzati quali sono i criteri di valutazione del Sistema bancario attuale:

1. Valutazione del merito creditizio del richiedente approfondito. Azione logica e corretta!

2. Valutazione della professione del richiedente! I liberi professionisti e i contratti di lavoro atipici sono visti negativi! È discriminatorio!

3. Valutazione della provenienza del Richiedente e dell’eventuale Garante, è sottaciuta, mai nessun Istituto creditizio lo ammetterà, ma è esattamente ciò che avviene! È discriminatorio!

4. Controllo dello storico creditizio: se una persona ha avuto problemi di lavoro e non ha pagato qualche rata in passato, poi sistemata, è comunque valutato negativamente! È discriminatorio!

5. Verifica della affidabilità creditizia ( credit score): indagine presso la banca dove ha il conto corrente per avere info su di lui. Se questi è un buon cliente difficilmente la banca lo lascia migrare in altro Istituto creditizio e se invece ha creato qualche problema la banca ingigantisce i dati! È discriminatorio!

6. Verifica della affidabilità creditizia e degli impegni economici e della correttezza di farvi fronte attraverso il controllo in Centrale dei Rischi (Banche dati pubbliche, SIC o Sistemi di Informazione Creditizia)! Azione corretta!

7. Verifica sulla capacità di far fronte all’impegno economico! Azione corretta!

8. Verifica dei dati dichiarati del Richiedente e accompagnati da sua documentazione: dati fiscali (carta di identità, codice fiscale, residenza), contratto di lavoro e datore lavoro, dati finanziari (busta paga, Cud, conto corrente e estratto del conto con codice IBAN su carta intestata della banca emittente)! Azione corretta!

9. Verifica dei dati dichiarati da eventuale GARANTE: vale quanto sopra descritto per i dati del Richiedente! Azione corretta!

10. Verifica della residenza del Richiedente e dell’eventuale Garante: una persona che continua a cambiare residenza ha scarsa affidabilità! Azione corretta!

11. Verifica degli impegni economici e della correttezza di farvi fronte attraverso il controllo in Centrale dei Rischi (Banche dati pubbliche, SIC o Sistemi di Informazione Creditizia)! Azione corretta!

Considerazione finale.

  1. Appare del tutto logico che gli istituti di credito abbiano l’obbligo di verifica, così come appare altrettanto logico che il Richiedente il finanziamento sia responsabile e cosciente degli obblighi a cui va incontro e che deve avere senso di responsabilità nel dare le informazioni corrette e nel consegnare la documentazione indispensabile alla analisi della sua situazione.
  2. Risulta invece incomprensibile il comportamento degli Istituti di credito verso il cliente sia Privato che Partita Iva, in un momento storico straordinariamente difficile per la grave crisi economica che colpisce il Paese: hanno incassato una valanga di soldi al costo dell’1% dalla BCE e non lo gestiscono a favore dei clienti, ma lo trattengono per i propri affari. È incredibile ciò che sta avvenendo, ed è una grave responsabilità politica.
  3. Per il cliente sia Privato che partita Iva diventa sempre più difficile districarsi in questo sistema burocratico creditizio ed emerge sempre più la necessità di affidarsi a consulenti che siano in grado di valutare la finanziabilità del richiedente e di preparare in modo organico la pratica da proporre all’Istituto creditizio.

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