Prestiti a Pensionati

Prestito: cose da non fare per ottenerlo

Cosa succede se si chiede un Prestito e viene rifiutato?

Quali possono essere i motivi di un rifiuto?

Se si chiede il Prestito nello stesso tempo a più Istituti di credito o Finanziarie cosa succede?

Se la richiesta è stata respinta posso presentare una nuova richiesta presso un’altra banca?

Se propongo un Garante che ha altri finanziamenti o è segnalato cattivo pagatore cosa succede?

Cos’è la Liberatoria?

E se chiedo un Prestito per pagarne altri che ho già cosa succede?

Sono le domande tipiche che ci vengono di norma sottoposte. È importante dare loro la giusta considerazione in quanto sottovalutarle significherebbe perdere un finanziamento che serve a realizzare e dare soddisfazione a proprie esigenze.

Quando si chiede un Prestito si deve conoscere cosa ha bisogno la Banca o l’Istituto di credito per poterlo concedere.

Vediamo cosa richiede la Banca e/o l’Istituto di Credito:

  1. Essere assunti a tempo indeterminato se dipendenti da almeno 1 anno, è una clausola che da la certezza di avere i soldi di ritorno (Non vale per dipendenti pubblici o statali i quli sono immediatamente finanziabili);
  2. Avere uno storico di bilancio di almeno due anni se Imprenditore;
  3. Essere conosciuti in Banca dati come buon pagatore, in quanto se si sono pagati bene altri debiti è probabile che si rispetteranno i nuovi;
  4. Avere una età che sia indice di maturità e di responsabilità personale;
  5. La Ditta dove si lavora deve essere conosciuta e rispettata finanziariamente, ciò da il senso di serietà e di continuità lavorativa;
  6. Se si presenta un proprio Garante per incentivare la decisione della Banca per l’approvazione del finanziamento, costui deve essere finanziabile e riconosciuto nelle Centrali Rischi come buon pagatore.

La Banca quando riceve una richiesta di Prestito:

  1. Verifica la documentazione che il richiedente il Prestito fornisce alla Banca stessa.
  2. Controlla che non vi siano altre richieste in corso e se vi sono ne richiede la liberatoria che deve essere rilasciata dalle singole Banche e/o finanziarie alle quali ci si è rivolti per ottenere il Prestito.
  3. Se la richiesta è stata rifiutata da altra Banca sarà bene attendere i tempi di cancellazione dalla Centrale Rischi prima di inoltrarne una nuova. Val la pena ricordare che per la cancellazione del rifiuto in Centrale Rischi serve minimo un mese dalla richiesta di cancellazione. Sarebbe ideale attendere due mesi. Ogni rifiuto allontana la possibilità di essere finanziati, sarà quindi utile essere prudenti anche se l’urgenza potrebbe consigliare il contrario.

I motivi del rifiuto del finanziamento da parte della Banca:

  1. Essere dipendenti da poco tempo o avere iniziato una attività in proprio da troppo poco tempo che, in ambedue i casi, farebbe venir meno la certezza della restituzione del Prestito.
  2. L’età e la mancanza dello storico finanziario personale è un freno quasi assoluto che pretende garanzie quali beni mobili ed immobili oppure richiede la presenza di un Garante che nel caso in cui il Prestito non fosse onorato sarebbe lui a farsene carico.
  3. Essere troppo esposto con altri finanziamenti ancora in corso che gravano pesantemente sul bilancio familiare.
  4. Avere segnalazioni in corso di cattivo pagatore di altri finanziamenti.
  5. Essere Protestati e/o Pignorati.

Ecco qui spiegati in breve i motivi per cui affidarsi ai nostri consulenti!

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Prestiti – Pignoramento dello Stipendio/Pensione

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 24536 dep. 18/11/2014) ha stabilito i limiti per Equitalia oltre i quali non è possibile pignorare lo Stipendio o la Pensione seguendo l’orientamento dichiarato dalla Corte Costituzionale (sentenza n. 506/2002).

Fissa anche che l’ultimo stipendio/pensione scaricato sul conto corrente del debitore deve restare integro nella sua piena disponibilità.

I limiti fissati sono relativi a stipendi/pensioni mensili per credito vantato che devono tener conto del minimo vitale indispensabile alla vita del pignorato:

  1. 1/10 fino a € 2.500;
  2. 1/7 per importi superiori a € 2.500 fino a € 5.000;
  3. 1/5 per importi superiori a € 5.000-

Rimangono comunque dubbi circa l’applicabilità per il calcolo del minimo vitale che non è stato ancora fissato per pura inerzia legislativa.

Alcuni tribunali l’hanno valutato in € 500, ma si ritiene comunque che la decisione finale spetterà al Giudice dell’esecuzione, il quale dovrà valutare le condizioni in cui si trova il pensionato.

In linea generale si può quindi affermare che stipendi e pensioni possono essere pignorati per il quinto e per ogni credito, fatto salvo il minimo vitale che sarà fissato di volta in volta da parte del Giudice Esecutore.

Inoltre non si fa riferimento a Prestiti e/o Cessioni del Quinto in corso come saranno considerati: se saranno sospesi i pagamenti a favore dei creditori o se saranno tenuti vivi e i creditori si metteranno in coda. Si ritiene più facile la prima opzione anche per il fatto che è il Giudice dell’Esecuzione che decide.

Non è una buona notizia!, ma lo potrebbe diventare se ci contatterai.

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Le Garanzie e il Garante nel Prestito personale!!

Istituti di Credito e Società Finanziarie quando devono erogare il Prestito pretendono solide garanzie per limitare al massimo il rischio di una mancata restituzione del debito da parte del richiedente.

Vediamo quali sono le garanzie pretese:

  • Un contratto di lavoro a tempo indeterminato se dipendente o un reddito dimostrabile se il richiedente è un imprenditore o libero professionista;
  • Uno stipendio adeguato che sia consono al finanziamento richiesto e che sia sufficiente a far fronte al pagamento delle rate mensili;
  • La presenza di altri Prestiti sia personali che finalizzati o per Cessione del Quinto commisurati alla capacità di indebitamento che in linea di massima non dovrebbe superare il 30-35% del reddito percepito;
  • se il richiedente il Prestito non è conosciuto in Banca Dati o se l’Istituto di credito ha dubbi sulla capacità di restituzione del debito è richiesta la figura di un Garante finanziabile proprio a Garanzia del capitale che viene erogato.

Vale la pena di approfondire quindi la figura del Garante per le responsabilità che derivano alla sua presenza nel contratto.

Per molti il Garante è una figura secondaria al richiedente e all’eventuale cointestatario, ma non è così.

Se il richiedente/intestatario del Prestito non onora il debito sarà tenuto a farlo a tutti gli effetti il Garante. Abbiamo assistito a litigi tremendi tra le persone coinvolte nel contratto di Prestito per non aver avvisato correttamente il Garante di questa sua responsabilità.

Per questo bisogna porre la massima attenzione quando si richiede la firma a Garanzia di un Prestito e vale per ambedue le parti interessate sia per il Richiedente che per il Garante.

In senso più generale è preferibile, per chi fosse in difficoltà ad ottenere un Prestito personale, ricorrere alla Cessione del Quinto, più semplice da ottenere e ha un vantaggio molto interessante: non si deve ricorrere a Garanti in quanto la Garanzia è data dal TFR accantonato e accantonando per tutta la durata del finanziamento.

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Prestito Vitalizio è la nuova Pensione Integrativa?

Prestito Vitalizio: cos’è e come funziona.

Si ipoteca la propria casa, con contratto regolare, con un Istituto di Credito e si ottiene liquidità per vivere decentemente quando si è in difficoltà grave come quella che stiamo vivendo.

Non si pagano rate per la restituzione del debito in quanto andrà in Atto di Successione e gli Eredi decideranno se rinunciare alla eredità o se riscattare l’immobile ipotecato pagando il debito oltre gli interessi maturati contrattualmente.

A tutti gli effetti è da intendersi come una Pensione integrativa!

Dal 6 maggio, domani, entra in vigore il Prestito Vitalizio Ipotecario attraverso la Legge n. 44 del 2/4/2015 che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92/2015. Legge che ha modificato l’art. 11/quaterdecies del DL 203 del 30/09/2005 convertito con modifiche dalla Legge 248 del 2/12/2005 che regola la disciplina del Prestito Vitalizio Ipotecario.

I proprietari dell’immobile, che devono avere più di 60 anni, non ne perdono il possesso, e convertono una parte del suo valore in euro, in moneta, con l’accensione dell’ipoteca a garanzia a favore dell’Istituto di Credito che concede il Prestito Vitalizio.

Sarà una perizia dell’immobile e l’età del o dei proprietari che determinerà, in base alla aspettativa di vita, la cifra massima ottenibile.

Successivamente alla morte del o dei proprietari gli Eredi decideranno sul da farsi, se:

  1. Estinguere direttamente il debito con l’Istituto di Credito;
  2. Vendere l’immobile ipotecato e con il ricavato estinguere il debito;
  3. Chiedere all’Istituto di Credito di procedere con la vendita dell’immobile ipotecato e con il ricavato estinguere il debito e se la cifra è superiore il rimanente andrà suddiviso tra gli Eredi.

Il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà adottare entro tre mesi dalla entrata in vigore della Legge il Regolamento che deve stabilire le regole relative alla offerta dei Prestiti Vitalizi Ipotecari e l’individuazione dei casi e delle formalità che comportino una riduzione significativa del valore dell’immobile per il qual motivo l’Istituto avrà titolo per chiedere il rimborso integrale del finanziamento.

Abi e Associazioni dei Consumatori saranno sentite per la stesura del Regolamento.

La nuova disciplina varrà per i finanziamenti stipulati solo dopo l’entrata in vigore della nuova normativa di legge.

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Prestiti – Aumentano le Erogazioni!!

Crisi economica superata? Ancora no, ma ci sono tiepidi ed importanti segnali che provengono da Banche e Società Finanziarie di ripresa nella erogazione di Prestiti alle Famiglie e alle Aziende.

Certo sono moltissime le Famiglie e le Aziende tuttora sofferenti ed in forte crisi e in chiara difficoltà, ma l’avere ritrovato la via di accesso al credito ridà un minimo di speranza.

E va anche detto che le offerte di Banche e Società Finanziarie sono nettamente migliori e più vantaggiose di quelle del passato. È questo un ulteriore segnale di una ritrovata fiducia vicendevole tra cittadini e Istituti di credito.

La concessione degli ultimi due mesi di Prestiti finalizzati è in aumento del 9% circa e per i Prestiti personali del 11% circa se confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente.

L’erogato medio è di circa 8.000 euro. La cifra media per i Prestiti finalizzati è di 5.200 euro e per i Prestiti personali di 10.800 euro.

Sono in aumento i Prestiti fino a euro 5.000 e diminuiscono invece quelli fino a 10.000 euro.

È in netto aumento l’età del richiedente oltre i 65 anni. Segnale questo che gli Istituti di credito danno la preferenza al reddito da pensione.

La durata è in forte diminuzione per i Prestiti fino a 5.000 euro ed aumenta sensibilmente mano a mano che aumenta la cifra erogata fino al massimo consentito di 120 mesi.

Segnali questi davvero incoraggianti!

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Corte di Cassazione a Equitalia: No Ipoteca senza avviso al debitore!

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la più autorevole della Corte di Cassazione, con sentenza n. 25561 del 3/12/2014 ha determinato che Equitalia non può ipotecare senza prima avvertire ufficialmente il debitore.

Tutto ciò grazie al ricorso di una signora di Roma che aveva subito l’Ipoteca di Equitalia senza averne avuta la notifica.

La Corte di Cassazione ha dato ragione alla signora in quanto: l’iscrizione di ipoteca senza la comunicazione al contribuente è nulla, non avendo, Equitalia, rispettato l’obbligo del contradditorio endoprocedimentale che si ha attraverso la comunicazione preventiva al contribuente.

Ha fissato inoltre un tempo minimo di 30 giorni da mettere a disposizione del contribuente per esercitare il diritto di difesa e se del caso poi regolarizzare la sua posizione debitoria.

NOTA

Continua a persistere il Divieto di Espropriazione a difesa dell’abitazione principale nei seguenti casi:

  1. Il debitore ha la residenza anagrafica presso l’immobile in parola;
  2. Unico immobile posseduto;
  3. Immobile con destinazione catastale ad uso abitativo;
  4. Che non si tratti di casa di lusso, non deve appartenere alle categorie: A8 (ville) e A9 (Castelli)

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Cambiali & Rischi! La Cambiale è un Prestito?

La Cambiale è un Titolo di Credito, la cui funzione è quella di rimandare il pagamento di una somma in denaro, che attribuisce al possessore legittimo (creditore) il diritto a farsi pagare ad una precisa data di scadenza che è indicata in essa.

Esistono due tipi di cambiale:

  1. Cambiale/Tratta: il traente (il creditore) dà ordine al trattario (il debitore) di pagare una somma al portatore del titolo, beneficiario o terzo. Per legge il traente garantisce la cambiale e ne resta sempre il responsabile sia per l’accettazione che per il pagamento. Per l’accettazione ci si può esimere dalla accettazione mediante una precisa clausola, ma non per il pagamento.

Nota: ogni creditore sarà responsabile del pagamento della Cambiale/Tratta verso coloro che possederanno il Titolo.

  1. Pagherò o Vaglia Cambiario: Emesso dal debitore che fa una promessa di pagamento al creditore, ovvero al beneficiario del titolo. La cambiale viene firmata dall’emittente il quale resta l’obbligato principale nei confronti del o dei creditori successivi.
  2. Imposta di Bollo: al 12 per mille per la Cambiale/Tratta e all’11 per mille per il Pagherò o Vaglia Cambiario.

I moduli si acquistano in tabaccheria come anche il bollo. Il bollo è il costo della Cambiale che incassa lo Stato.

NOTA: La Cambiale priva di bollo o con bollo che non è stato annullato in Posta non ha alcun valore di Titolo Esecutivo e in caso di mancato pagamento non si può dar corso ad azioni esecutive per il recupero del dovuto.

È il giudice, anche d’ufficio, che dichiara l’inefficacia di Titolo Esecutivo della cambiale priva del bollo.

Tutti possono avere un Prestito garantito da Cambiale? O esistono delle reali limitazioni alla concessione e successiva erogazione di tale finanziamento?

Ottenere un finanziamento con la cambiale non è facile. Non siamo più negli anni d’oro della ricostruzione, anni in cui la cambiale era a tutti gli effetti il Prestito che la banca concedeva a larghe mani in quanto si sapeva che i debiti si pagavano, oggi siamo in forte tensione economica, sappiamo che le entrate sono contate e questa informazione ce l’hanno anche coloro che concedono i finanziamenti. Così emettere cambiali a fronte di un Cliente protestato senza una garanzia reale risulta impossibile, anche perché sappiamo che in caso di pignoramento l’ultimo sarà posto in coda ai pignoramenti già in corso.

Gli Istituti finanziari che concedono il Prestito Cambializzato verificano e valutano il cliente e decidono in base alla sua Centrale Rischi.

Ad una persona che ha ritardi nei pagamenti o che ha saltato il pagamento di rate di un Prestito e che non può essere finanziato attraverso la Cessione del Quinto gli sarà negato anche il Prestito cambializzato, a meno che non vi sia una persona finanziabile che Avalla con la propria firma la Cambiale. L’Avallo vale quale Garanzia a favore del debitore, se lui non salderà la/le cambiali lo farà l’Avallante.

Analizzando la voce Costi aggiungiamo una ulteriore limitazione: la Cambiale ha costi molto più alti del Prestito tradizionale e coloro che si trovano in particolare difficoltà economica si espongono alla Usura, rete, questa, assolutamente distruttiva per se stessi e per la famiglia oltre che per le Aziende.

La cambiale ha costi più alti sia per il Tasso di interesse applicato, infatti maggiore sarà il rischio per la Finanziaria e più alto sarà il tasso, che per le spese di bollo che incassa lo Stato, da porre sulla cambiale per validarla, del valore del 1,2% sul valore della cambiale stessa a carico del Debitore. La cambiale va validata presso le Poste. Da ricordare che senza bollo annullato dalle Poste la cambiale non ha valore di Titolo Esecutivo.

La/le cambiali vanno pagate pena essere inseriti nel Registro dei Protestati della CCIAA di residenza e se entro l’anno non si paga e si richiede la cancellazione il Protesto sarà scritto nel Registro dei Protestati del Tribunale e la procedura di cancellazione sarà lunga e onerosa.

Segnalazione di Protestato in Camera di Commercio, cosa fare.

Per prima cosa si deve cercare di pagare la/le cambiali prima dell’anno di scadenza del pagamento della cambiale. Il creditore deve rilasciare la Quietanza scritta e sottoscritta (Liberatoria). Con la quietanza si va presso la CCIAA locale e si chiede formalmente la cancellazione dal Registro dei Protestati della CCIAA.

Se invece il Protesto viene chiuso quando ormai è passato più di un anno o peggio non viene chiuso affatto la segnalazione viene registrata anche presso il Registro dei Protestati del Tribunale locale.

In questo caso il nome del Protestato resta segnalato per cinque anni, se desidera la cancellazione deve recarsi presso il Tribunale e presso l’Ufficio Protesti della CCIAA, dove risulta segnalato, con una istanza di Riabilitazione (assegno o cambiale) accompagnata dalla firma del creditore della Quietanza di pagamento del Titolo Protestato (Liberatoria).
Dopo 5 anni in automatico scatta la cancellazione del Registro in Tribunale e dal Registro dei protestati della Camera di Commercio, e alla scadenza è opportuno verificare che ciò sia effettivamente avvenuto!

Prestitia per cercare di evitare problematiche finanziarie alle persone che poi si trascinano nel tempo per molti anni ritiene utile un confronto, una consulenza, finalizzata a valutare una soluzione alternativa come ad esempio per un dipendente può essere la Cessione del Quinto dello Stipendio o un Prestito personale che fa un famigliare finanziabile in sostituzione.

Prima quindi di decidere di mettersi in ulteriore difficoltà economica vale la pena di analizzare bene la propria situazione finanziaria sia attuale che di prospettiva futura. Per farlo serve un interlocutore che sappia analizzare bene le Vostre esigenze.

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Consolido Prestiti e Cessione del Quinto!

Famiglie indebitate, persone che hanno prestiti fino al 70% del proprio reddito, Finanziarie senza scrupoli che finanziano chi non ha più possibilità alcuna con carte revolving costosissime!

Questo è quanto ha prodotto e sta tuttora producendo la grave crisi economica che ci ha colpito negli ultimi otto anni e che ora lentamente al primo spiraglio di ripresina risveglia richieste di consolidamento dei debiti in Famiglie ed Aziende!

In moltissimi casi si sono create gravi inadempienze nella restituzione del debito facendo scivolare le persone in situazioni problematiche di indebitamento, quando ad esempio si sono accumulate diverse rate di finanziamenti impagate finendo nell’elenco dei cattivi pagatoriCosì da non essere più finanziabili rendendo impossibile il ricorso al Prestito tradizionale per il consolido debiti che consiste nell’accorpare tutte le rate dei prestiti in corso in un unico finanziamento.

Il consolido debiti è una delle soluzioni più interessanti per coloro che sono indebitati e in regola con i pagamenti, in quanto permette di avere una unica rata per una durata più lunga. Viene richiesto per la sua praticità: è infatti sufficiente recarsi presso la propria banca o finanziaria, scegliere il piano di ammortamento e la durata del finanziamento e accordare con il consulente un prodotto specifico quale può essere il Prestito personale.

Invece per i pagamenti che non sono stati fatti con regolarità o per rate saltate scatta la segnalazione di Cattivo Pagatore nella Centrale Rischi Finanziari e non si è più finanziabili con il Prestito personale. La soluzione diventa la Cessione del Quinto dello Stipendio o della Pensione, molto interessante per tasso di interesse contenuto, per durata massima di 120 mesi, e in quanto non tiene in considerazione le segnalazioni di Cattivo pagatore.

La Cessione del Quinto è oggi il Prestito per eccellenza!

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Cessione del Quinto – Datore Lavoro e Pignoramento Stipendio!

La Cessione del Quinto dello Stipendio o della Pensione è regolata dalla Legge 180/50 e sue successive modifiche, fissa termini ai fini del rilascio che sono utili per il Datore di lavoro sia esso Statale, Pubblico compreso le Società parificate, e Privato di Società di Capitale (Spa, Srl, Sas, Snc, Scarl) con più di 16 dipendenti.

Continuano a pervenirci richieste di chiarimento in merito alle difficoltà poste da Datori Lavoro, in particolare del settore Privato, a concedere la Cessione del Quinto dello Stipendio. Si badi bene che stiamo parlando di Cessione e non di Delega del Quinto, è infatti sulla Delega del Quinto che il Datore Lavoro ha titolo per rifiutare la concessione.

La Legge 180/50 è molto chiara in materia.

I Datori Lavoro del settore Privato creano difficoltà ai lavoratori ingiustamente, ben consci di farlo, e contano sulla riuscita del loro intento per due fattori tra essi collegati:

  1. I lavoratori temono che ricorrendo contro di loro possa mettere a rischio il posto di lavoro! (ricatto?)
  2. L’eventuale ricorso legale del dipendente avrebbe bisogno di tempi biblici per divenire esecutivo, così perdendo di efficacia e di urgenza.

Risulta del tutto incomprensibile queste difficoltà verso i dipendenti che chiedono la Cessione del Quinto e ultimamente purtroppo cominciano a pervenire lamentele anche da dipendenti del Settore Pubblico e Statale, ed è inverosimile questo comportamento.

Per la Cessione e la Delega dello Stipendio l’impegno del Datore Lavoro è ridotto alla semplice prassi di versare la rata mensile alla Banca o alla Società Finanziaria che ha concesso il finanziamento, con costi che in genere sono direttamente trattenuti in busta paga.

Altra nota importante invece riguarda il Pignoramento dello Stipendio in atto che blocca la concessione della Cessione del Quinto dello Stipendio.

Avere lo stipendio pignorato è cosa che avviene sempre più frequentemente nella situazione economica in cui ci troviamo. Rate di prestiti saltate, mesi di affitto non pagato, acquisti di auto o arredo non pagato, ecc. portano facilmente a ricorrere legalmente per Pignorare lo stipendio.

La soluzione in questo caso la si trova con una attenta e professionale consulenza. Infatti si può chiudere il Pignoramento attraverso la Cessione del Quinto saldando il debito e ottenendo ulteriore liquidità utile a soddisfare le necessità finanziarie personali.

Siamo convinti dell’importanza per i Datori Lavoro di essere a conoscenza di questa possibilità in quanto vedrebbero eliminati tempi e viaggi onerosi per le convocazioni presso i tribunali richiesti dalla Legge per il Pignoramento in qualità di Terzi Datori di Ipoteca.

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Prestito Vitalizio – Si riapre il mercato!!

La Commissione Finanze del Senato ha approvato alla unanimità senza modifiche al testo già approvato alla Camera, che ora vi ritorna per la conferma definitiva, il provvedimento che istituisce il Prestito Vitalizio ipotecario, come alternativa alla opzione Nuda Proprietà, la quale prevede la cessione della casa di proprietà a prezzo molto ribassato in quanto vi si rimane a vivere fino alla morte.

Cosa prevede il Prestito Vitalizio ipotecario.

  1. La Banca concede un finanziamento a persone over 60 con Garanzia ipotecaria dell’immobile, non si pagano rate mensili alla banca, ma il Prestito andrà rimborsato solo dopo la morte di colui/colei o coloro che lo contraggono.
  2. Si consente alle parti di concordare il rimborso di spese e interessi.
  3. Opzione concessa agli Eredi: o pagano il debito o la Banca mette in vendita l’immobile e con i soldi ricavati estingue il debito, se i soldi ricavati vanno oltre il debito questi andranno agli eredi.

La vendita della Nuda Proprietà a prezzi molto ribassati in pratica pone dei limiti ai proprietari e agli stessi eredi. Si vende a poco e alla fine resta un pugno di mosche in mano.

I vantaggi del Prestito Vitalizio:

  1. Età minima per accedere al Prestito Vitalizio 60 anni.
  2. Valutazione dell’immobile in base al valore di mercato e contrattazione su questa base.
  3. Si mantiene la proprietà dell’immobile e così il proprietario non deve lasciare la casa e gli eredi hanno titolo per decidere se vendere l’immobile o estinguere il debito.
  4. Per il coniuge più longevo, a sua garanzia, è prevista la cointestazione del Prestito Vitalizio.

Attendiamo quindi l’approvazione definitiva da parte del Parlamento del provvedimento che è stato voluto con forza da Associazioni Consumatori e da ABI (Associazione Bancari Italiani)!

 

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