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BCE Tasso di riferimento al 1,25%

Trichet alza il costo del denaro da 1% a 1,25%.

Il tasso di riferimento principale per l’area dell’euro è passato dall’1 all’1,25%.

Era nell’aria già dal marzo scorso. Allora Trichet, Presidente della BCE , aveva sottolineato che il tasso d’inflazione era troppo alto. Un’impostazione che ha ribadito ancora ieri per contrastare i rischi legati alla stabilità dei prezzi.

La spirale inflazione-salari
Trichet ha chiesto «maggiore flesssibilità» sul mercato del lavoro e  ha sottolineato come sia necessario tenere sotto controllo il trend dei prezzi, soggetto all’aumento del prezzo del petrolio, per evitare l’innesco vizioso della spirale inflazionistica «legata ai salari».
Spirale inflazionistica alimentata dall’aumento dei prezzi al consumo fino al 2,3% in Europa ben al di sopra del 2% previsto in statuto dalla Bce.

Impatto sui mutui
l’incidenza che Economisti ed esperti del settore indicano un aumento generalizzato di circa 200 euro all’anno per le famiglie italiane con mutuo a tasso variabile. Non va dimenticato poi il maggior onere sui debiti pubblici Ue che potrebbe rallentare il rilancio dell’economia non solo italiana, ma europea.

Alla situazione economica di per se già difficile si va ad aggiungere così un nuovo balzello per le famiglie che devono modificare ancora una volta la propria

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La crisi economica e le famiglie in affitto o con mutuo

Allarme ANCI: 4 mln di famiglie non reggono mutui e affitti

“Un tavolo di concertazione per le politiche abitative” è la richiesta avanzata al governo dall’assessore alla Casa del Comune di Firenze e delegato Anci alle Politiche abitative, Claudio Fantoni, in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero di Anci Rivista, dove denuncia: “In Italia sono quasi 4 milioni le famiglie che non hanno una casa e che hanno difficoltà nel pagamento del mutuo, dell’affitto e delle bollette”.

Per loro servono risposte certe e immediate.

“È grave che i Comuni siano lasciati soli nel fronteggiare una simile situazione e, peggio, che vengano privati degli strumenti, già insufficienti, per fronteggiarla” spiega Fantoni.

“Basti pensare che il fondo nazionale per l’affitto è praticamente scomparso, è stato ridotto a 33 mln di euro, quando nel 2000, in una situazione ben più tranquilla, era di 360 mln di euro.

“La cedolare secca inciderà in modo penalizzante e si rischia che venga compromessa la politica di calmieramento dei canoni promossa da molti Comuni che ha consentito nelle città ad alta tensione abitativa la possibilità per molte famiglie di pagare un canone sostenibile.

Non solo si corre il rischio che non vengano più stipulati contratti calmierati perchè non vantaggiosi, ma c’è il pericolo che gli affitti dei contratti concordati in scadenza vengano aumentati.

È probabile – continua – che un numero importante di famiglie italiane, a causa della cedolare secca, veda aumentato l’affitto”.

Per scongiurare nei prossimi mesi un aggravamento della situazione è necessaria la costituzione “di un Fondo espressamente dedicato all’incentivazione del canale concordato che preveda garanzie – conclude – in favore dei proprietari e di conseguenza vantaggi per gli inquilini, chiamati a pagare un affitto ridotto”.

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RISTRUTTURAZIONE & ENERGIE ALTERNATIVE

Casa: 1 italiano su 3 pronto a ristrutturare la propria casa per sfruttare l’energia alternativa.
06/04/2011

– Un italiano su tre, circa il 60%, prevede di ristrutturare  la propria casa con interventi che sfruttino le Energie Alternative, quali tetti e finestre particolari, impianti eolici o fotovoltaici e usando sempre più “Energia Green” a basso consumo sia per lampade che per strumenti.

I più sensibili sono gli abitanti del nord, infatti la percentuale di coloro che hanno deciso di intervenire è maggiore al Nord (47%), segue il Sud (30%) e, infine, il Centro (22%).

Dipende forse dalla crisi nucleare giapponese? E’ indubbio che ha rinforzato la convinzione del NO al nucleare e comunque sarà certamente utile procedere e velocizzare le concessioni sia ai singoli richiedenti che ai condomini. I fondi statali, che prevedono una detrazione IRPEF fino al 55% suddivisa in 10 anni, sono stai prorogati per tutto il 2011 e si presuppone che il Governo confermerà l’iniziativa anche per il 2012 sotto la spinta emotiva dell’effetto devastante Terremoto/Tsunami del Giappone sulle Centrali nucleari. Va anche sottolineata la preparazione e   la conoscenza dimostrata dagli italiani, il 60% ha conoscenza qualificata in materia di Energia alternativa, con il nord più attento e sensibile.

Altra nota che conferma l’interesse verso l’Energia alternativa è la diversificazione degli interventi, infatti le ristrutturazioni riguarderann: infissi isolanti per il 30%, serramenti isolanti 14%, tecniche di coibentazione 11% e impianti fotovoltaici il 10%.

Infine nota importante è che gli italiani sono molto attenti all’impatto ambientale e al risparmio energetico nella quotidianità per cui  il 40% usa illuminazione a basso consumo, il 26% usa lampadine alogene/fluoro- compatte o led, mentre il 25% ha la caldaia a condensazione per la riduzione del consumo energetico.

Grazie quindi ai contributi statali che hanno permesso da un lato di ammortizzare i costi e dall’altro di velocizzare le decisioni delle persone.

La struttura di Azzurra Consult è competente per assistere le persone che hanno bisogno di un prestito finalizzato a ristrutturazione energetica della propria abitazione.

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Prestiti al Sud a +5%, segnali di speranza alle imprese

Dati molto confortanti che arrivano dalle principali emittenti del Sud come Intesa San Paolo, il cui presidente ha confermato i segnali positivi che arrivano dalla difficile convivenza con i finanziamenti nella parte meridionale della penisola.

La percentuale, sopra la media nazionale, ha a che vedere con l’adattamento delle piccole medie imprese ai difficili ritmi burocratici e non solo che influenzano le richieste di prestito al Sud. Purtroppo come sottoscrive il segretario Abi Giuseppe Castagna, ci saranno ulteriori ostacoli da affrontare, come ad esempio il rialzo dei tassi previsto per la nuova stagione, che influirà su tutto il mercato nazionale del credito e ancora le nuove regole di Basilea 3 che daranno più selettività al prestito per imprese. Per il momento comunque, è giusto riflettere su questi nuovi dati di positività e accendere qualche speranza per una ripartita dell’economia del Sud.

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Prestiti alle Imprese: cala l’affidabilità creditizia

Un timore di minore accesso al credito da parte di piccole-medie imprese in Italia, dove l’affidabilità ai prestiti è calata notevolmente per il minore fatturato degli ultimi anni.

Un clima generale che comunque non dovrebbe sentirsi almeno fino al 2013, secondo quanto dichiarato dalla Banca d’Italia. Eppure le banche iniziano a patrimonializzarsi, preparandosi a tassi più alti sui finanziamenti del futuro prossimo. I dati dell’ultimo resoconto mensile dell’Abi, pubblicato nei giorni scorsi, indicano per l’inizio del 2011 un’accelerazione del trend dei finanziamenti al totale delle imprese, con un +4,3%.

Un dato su cui riflettere perchè nonostante rispecchi un panorama pressoché positivo sull’andamento dei prestiti alle imprese, esiste parallelamente un calo degli affidamenti, legato alle entrate più deboli, generando un credito molto selettivo rispetto al passato.

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L’ultimo semestre 2010 per i mutui in Italia: tendenze e dettagli dall’analisi Tecnocasa

Analisi Tecnocasa sui mutui in Italia, con tendenze e caratteristiche:

Il campione esaminato preferisce il tasso variabile durante l’acquisto, dove appare un rischio maggiore rispetto al fisso, solitamente il tasso Euribor, oppure il tasso BCE. Un prodotto di questo tipo prevede delle salite o discese del costo della rata conforme il mercato azionario dei mutui, a differenza del tasso fisso che congela il costo della rata per tutta la durata del finanziamento.

Molto richiesto anche il mutuo a tasso misto, dove il richiedente può decidere il tipo di tasso secondo determinate scadenze decise al momento della stipula del contratto.

Per quanto riguarda la durata media del mutuo si arriva fino a 26 anni nel Nord Italia e 24 – leggermente inferiore –  al Sud.

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Prestiti finalizzati alla casa: occupano il 40% del mercato del credito

Facili da ottenere, senza spese notarili e con gli stessi tassi dei mutui. I prestiti finalizzati alla casa occupano – secondo i dati dei migliori broker in Italia registrati a fine febbraio 2011 – il 40% delle richieste su scala complessiva. Un notevole aumento dal 2010, andando ad incidere anche sul trend economico dei mutui.

Che sia ristrutturazione o arredamento, il prestito personale finalizzato è di grande preferenza, per un importo medio di 12.000 euro e un tasso del 6% ca. L’importo massimo è di 50mila euro.

 

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Il rincaro dei prestiti: l’effetto BCE dopo l’inflazione

Da aspettarselo, dopo i recenti sviluppi in Europa: il presidente BCE Trichet ha annunciato i sicuri cambiamenti che interesseranno il mondo del credito, a partire dai mutui e a finire persino nei prestiti personali.

Per effetto dell’inflazione il mercato dei finanziamento ha subito un rincaro impressionante, uno 0,25% che andrà a intaccare i tassi dei mutui per chi decidesse un acquisto prima casa a tasso fisso e aumentare i tassi variabili dei mutui già in corso.

In aumento anche il costo dei prestiti personali, a non essere alterati invece i mutui a tasso fisso già acquistati in passato, che manterranno ovviamente lo stesso andamento.

Secondo i dati di Supermoney, i migliori prestiti personali al momento sul mercato garantiscono un taeg tra l’8 e il 10%, firmati da WeBank e Unicredit.

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Giovani e acquisto prima casa: solo un terzo dei richiedenti acquista con il mutuo

Nuovi rapporti dal mercato immobiliare: circa un mutuo su tre è per l’acquisto di una prima casa da parte di un under35. Analisi che confermano la problematica situazione della maggior parte delle giovani coppie in Italia, dove la proprietà è ancora un lontano sogno.

Le prime difficoltà arrivano dalla situazione lavorativa del richiedente che non soddisfa i requisiti della banca o dell’agenzia che eroga il prestito. Per molti casi è quasi sempre possibile una cessione del quinto per mutuo, ma il valore complessivo dell’immobile deve essere comunque piuttosto contenuto.

Nello specifico, negli ultimi sei mesi un mutuo su venti è stato richiesto da un contratto a tempo determinato, di cui circa la metà sono contratti atipici. Situazione pressoché uguale anche online: il 30% è under35 e ancora un terzo di questi possiede un contratto di lavoro atipico: da una parte le restrinzioni bancarie che esigono garanzie di ammortamento, dall’altra la poca possibilità dei giovani di maturare in un lavoro a tempo indeterminato.

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Mutui effetto Libia: crescita improvvisa dei tassi, intoccati i prestiti personali

La crisi politica del Nord Africa sta producendo i primi risultati negativi anche nell’andamento economico del Paese, come ha sottolineato il governatore della BCE: un aumento di oltre 100 euro al mese sui mutui per acquisto casa, un rialzo dei tassi vertiginoso dovuto alla mancante entrata di denaro dell’industria petrolifera in Libia.

I primi effetti si noteranno sui mutui a tasso fisso e, secondo le previsioni Unicredit, avremo una maggiore richiesta sui CCT. A non subire variazioni invece i prestiti personali per acquisto di auto e altri finalizzati, dove il tasso fisso dei finanziamenti non rappresenta un problema in questo campo.

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