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La Cessione del Quinto è ancora la scelta migliore!

La Cessione del Quinto dello Stipendio o della Pensione per Pensionati e Dipendenti Pubblici, Statali e Privati è la soluzione ideale in quanto toglie qualsiasi pensiero sulla finanziabilità sia per coloro che sono Segnalati Cattivi Pagatori che per coloro che sono Pignorati o Protestati.

Lo conferma indirettamente anche la Banca d’Italia attraverso i dati pubblicati recentemente in merito alla concessione di Prestiti ai privati: sempre meno erogati e con cosi più elevati!

Nonostante tutti i proclami di apertura del credito a favore delle famiglie da parte delle banche è triste scoprire dai dati della Banca d’Italia che al contrario le banche chiudono sempre più i rubinetti anche se i tassi continuano a salire.

Questo comportamento porta sempre più alla paralisi l’economia facendo lo sgambetto a Famiglie ed Imprese.

Il calo delle richieste ammesse dalle banche al finanziamento ha subito un calo vistoso se raffrontato con il primo trimestre 2014: -3,3%. E confrontando questo dato con gli altri dati trimestrali precedenti conferma il calo su base annua al 3%.

In aggiunta a fronte del calo delle erogazioni di Prestiti le banche hanno pensato bene di aggiungere dei regalini molto fastidiosi:

  1. Aumento dei tassi dello 0,3%;
  2. Nell’80% dei casi obbligano il cliente ad aprire il conto corrente in caso di richiesta del Mutuo!

NOTA: Cosa dire?

La Cessione del Quinto per Dipendenti a tempo indeterminato e per Pensionati è ancora la soluzione migliore!!

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Prestiti – Dati dei primi 10 mesi 2014!

Nei primi dieci mesi dell’anno il 30% delle richieste di Prestito ha riguardato la ristrutturazione della casa e il 15% l’arredo. Quasi il 50% delle richieste è indirizzato a migliorie della propria casa.

Inoltre il 35% delle richieste sono state fatte per acquistare un’auto usata o nuova.

Il rimanente va diviso tra le spese sostenute per l’informatica, i viaggi, per il benessere e per spese mediche o farmaceutiche.

Si desume quindi che l’80% delle richieste di Prestiti in questi ultimi 10 mesi riguardano in particolare la casa e la mobilità per il lavoro, segnale molto chiaro: le famiglie si orientano a fare spese essenziali e per fattori che prevedono forti risparmi per gli aiuti governativi previsti in particolare per ristrutturazione e arredo della casa.

Dalla Agenzia delle Entrate:……….. “Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2014, la detrazione Irpef sale al 50%, passando al 40% per il periodo 1º gennaio 2015 – 31 dicembre 2015”……..

Richiesta del finanziamento media di euro 15.000, finanziata 11.000 euro, durata media da 60 a 84 mesi per il 60% delle richieste. Un terzo delle richieste finanziate sono inferiori a 10.000 euro.

È chiaro quindi che in questo tempo di grave crisi l’italiano dedica particolare attenzione al risparmio, e limitare quindi quanto può più richieste di Prestito per cose futili.

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Prestiti – 600 milioni alla Imprenditoria femminile!!

Una sfida raccolta da Intesa SanPaolo lanciata dal Ministero dello Sviluppo Economico assieme a Confindustria, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a Confapi, ad Alleanza Cooperative ed a Rete Imprese.

Così dopo un lungo periodo di blocco, per la crisi economica, ecco la disponibilità a concedere finanziamenti al mondo imprenditoriale femminile. Non rappresenta solo una goccia di acqua gettata nel deserto, ma ha un significato ben più importante, un segnale di fiducia e di voglia di investire per la ripresa economica verso quel mondo che è il sostegno principale della famiglia.

È la donna infatti che vive la famiglia, che la sostiene, che la cura, che è madre e che aiuta nelle malattie e per questo Intesa Sanpaolo oltre a prevedere i finanziamenti a mezzo di Prestiti ha inserito nel programma una garanzia particolare mirata a tutelare l’imprenditoria femminile: la sospensione delle rate fino a 12 mesi in casi particolari per vicende personali.

Le domande per le Imprenditrici che intendono accedere ai Prestiti devono essere inoltrate entro il 31 dicembre 2015 con la certezza che in ogni caso il sostegno alle aziende sarà prolungato anche oltre tale data.

“Business Gemma” si chiama il progetto mirato per l’imprenditoria femminile di Intesa Sanpaolo, un fondo di 600 milioni di euro, non sono pochi!

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Prestiti – Detrazioni per la ristrutturazione della casa!!

E’ molto utile ricordare che per chi effettua lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica in casa anche ricorrendo a un Prestito si possono detrarre le spese sostenute.

Questo a patto che la banca o la finanziaria rispettino alcune condizioni.

Case e lavori di ristrutturazione. Spinti dagli incentivi statali, sempre più italiani negli ultimi anni hanno pensato di rinnovare la propria casa. Per farlo però, nella maggior parte dei casi, serve un Prestito. Perché le ristrutturazioni, soprattutto quando migliorano le prestazioni energetiche dell’edificio, pagano sì in termini di abbassamento dei consumi ma hanno un costo iniziale difficilmente sostenibile in tempi di crisi. Fino ad oggi c’erano molti dubbi sulla possibilità di ottenere le detrazioni fiscali in caso di finanziamento.

Le previsioni normative. Le deduzioni secondo la legge spettano infatti a chi paga le spese di ristrutturazione con un bonifico bancario o postale nel quale vengano riportati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto che ha effettuato i lavori in casa. Fino ad oggi ci si è perciò chiesti cosa succede nel caso in cui a pagare la ristrutturazione non fosse il committente ma una finanziaria o una banca alla quale ci si rivolge per un Prestito.

Prestiti e detrazioni fiscali. L’ultimo chiarimento dell’Agenzia delle Entrate ha fatto luce su questo aspetto. Con la circolare n. 11/E ha chiarito finalmente che le detrazioni fiscali spettano anche in caso di finanziamenti. Sia in caso di interventi di ristrutturazione che in caso di riqualificazione energetica si possono dunque detrarre le spese pagate tramite un Prestito.

L’iter da seguire. La banca o la finanziaria sono però tenute a rispettare stessa procedura prevista per i privati. La società che concede il finanziamento deve perciò pagare il fornitore con un bonifico nel quale indichi: la causale del versamento che riporta gli estremi della norma agevolativa, il codice fiscale del soggetto per conto del quale viene effettuato il pagamento, il numero di partita Iva del destinatario del bonifico. In questo modo sarà possibile per l’istituto di credito, la finanziaria o Poste Italiane procedere alla ritenuta del 4%.
L’agenzia ha chiarito inoltre che il contribuente è tenuto a conservare una copia del bonifico effettuato dalla finanziaria e che l’anno di sostenimento della spesa è quello in cui viene fatto il bonifico.

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TFR in busta paga – E’ la fine della Cessione del Quinto?

La legge di stabilità 2015 prevede, tra le tante cose, il TFR in busta paga.

In questi giorni Banca d’Italia ha letteralmente stroncato sul nascere questa iniziativa del Governo.

L’ha definita una subdola fregatura per tutti coloro che pensano di avere pochi euro in più al mese da spendere.

Infatti il TFR in busta paga:

  1. Farebbe perdere il Bonus degli 80 euro a molti lavoratori;
  2. Farà aumentare le addizionali degli Enti Locali e i conguagli di fine anno porteranno alla restituzione allo Stato di più soldi di quanti avuti in aumento. (I tagli previsti alle Regioni dal Governo Renzi determineranno un forte aumento dei Tributi locali);
  3. Pensioni molto, molto basse.

Altro elemento sconcertante deriva dal fatto che già sono previsti aumenti IVA e delle Accise sulla benzina.

NOTA

Se il TFR va in busta paga si mettono a rischio le Cessioni e Deleghe del Quinto dello Stipendio, unica vera fonte di finanziamento per una moltitudine di lavoratori, in tempo di grave crisi bancaria per le segnalazioni di cattivo pagatore o per Protesti e Pignoramenti in corso.

AVVERTENZA

In Prestitia siamo del parere che tutti i lavoratori devono porre la massima attenzione alla scelta per la gestione del TFR che faranno. Noi consigliamo di proseguire senza cambiamento alcuno per mantenere intatte prerogative a favore dei lavoratori fissate dalla Legge 180/50 e successive modifiche.

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Guida al Prestito Personale Online

Guida al Prestito Personale Online

I consigli di Prestitia®

È una iniziativa che riteniamo utile mettere a disposizione come contributo per capire meglio i rapporti con un settore del credito che purtroppo ha creato gravi danni a tantissimi Consumatori.

 

Il PRESTITO

(Da Wikipedia) – è la cessione di una somma di denaro con il vincolo della restituzione di capitali di pari valore o maggiori.

Il termine indica essenzialmente un finanziamento di denaro che un istituto o società di credito autorizzata (detta mediatore o dealer) (es. banca) o un privato cittadino autorizzato concede ad un altro soggetto economico.

Sommario

  1. Cos’è un Prestito
  2. Cosa fare per averlo
  3. I Criteri
  4. Il Preventivo
  5. L’Istruttoria
  6. Il Contratto
  7. Recedere dal Contratto
  8. Perché è bene Assicurarsi
  9. TAN & TAEG
  10. Estinguere anticipatamente il Prestito
  11. Ritardato o Mancato pagamento di una o più Rate
  12. Come cancellarsi dalla Centrale Rischi per Segnalazione di Cattivo Pagatore
  13. Utilizzo Dati personali & Privacy
  14. La Privacy e le Imprese
  15. La Guida del Garante per un uso corretto dei dati sensibili
  16. L’Arbitro Bancario Finanziario – ABF
  17. Prestiti e Mutui & Norme UE – Nuove o Vecchie male applicate

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1° – Cos’è un Prestito

Il Prestito personale, cos’è?

È un finanziamento erogato da un Istituto di Credito (Banca o Società Finanziaria) per mezzo del quale il Richiedente e/o Cliente riceve una determinata somma di denaro che dovrà restituire rateizzata per una durata di tempo concordata e sottoscritta in contratto.

Il Prestito Personale, come già definisce la parola, è un finanziamento concesso alla persona, non è vincolato ad un acquisto di un bene o di un servizio specifico (auto, moto, intervento chirurgico, cure dentali ecc.) come invece succede per il Prestito Finalizzato.

Ai fini della concessione l’Istituto che eroga il finanziamento verifica la finanziabilità del richiedente, l’attività e il suo Stato sociale, le entrate che devono essere dimostrabili e quantificabili, e la Centrale dei Rischi.

Per questo coloro che presentano una richiesta di Prestito Personale non devono essere Segnalati come Cattivo Pagatore e non devono essere Pignorati e/o Protestati.

Consiglio:

Coloro che richiedono un Prestito dovranno prima analizzare con attenzione:

  1. La propria situazione personale e/o familiare: serve per capire la capacità di far fronte all’impegno che si assume. Rata mese e necessità economica da mediare attraverso la durata, è meglio scegliere una rata bassa e una durata lunga, è più facile da affrontare.
  2. Ricordare che la rata inoltre andrà ad aggiungersi agli altri impegni fissi quali luce, acqua, gas, telefono, tasse varie, ecc.
  3. Essere consci che al Prestito saranno applicati degli interessi che in genere sono fissi per tutta la durata del Prestito oltre alle spese per commissioni bancarie, di intermediazione e di assicurazione.
  4. Essere consapevoli che se non si è pagato bene altri Finanziamenti in precedenza e se si è già avuta una recente risposta negativa, la nuova richiesta sarà sicuramente respinta in automatico.
  5. Essere sinceri e dare tutte le informazioni, utili alla Istruttoria per l’Istituto di credito, relative all’andamento della propria gestione, ad impegni passati o in corso e avere chiari in testa quali sono i motivi per la richiesta del Prestito.

Prima di decidere farsi consegnare il preventivo su carta intestata dell’Istituto di credito con indicato chiaramente: rata, durata, erogato, e tutti i costi compresi nel TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale).

Riflessione

È bene confrontare il preventivo con altri prima di decidere!

Dobbiamo ricordarci che la fretta è una cattiva consigliera!!

 

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2° – Cosa fare per averlo

Il Prestito personale, cosa si deve fare prima di richiederlo?

Chi frequenta internet ha la possibilità di produrre dei preventivi che servono per farsi una idea di ciò che accadrà se la richiesta andrà a buon fine, ma che in genere non si traduce mai in realtà. Troppe sono le variabili che possono modificare di fatto i costi di un finanziamento.

Questo per mettere in guardia da facili illusioni che richiedono poi molto tempo per dare la soluzione al proprio bisogno.

Servono da tre a sei mesi per la cancellazione di un rifiuto online. Vi segnalo un caso a puro esempio molto significativo di un nostro cliente che ci ha chiesto di aiutarlo per essere finanziato. Ci ha riferito che una sera aveva fatto tre forse quattro richieste di preventivo e non si ricordava con chi. Abbiamo richiesto la sua Centrale rischi: il risultato? 9 richieste rifiutate! Siamo usciti dalla situazione di stallo con 9 raccomandate AR con richiesta di Cancellazione e Liberatoria. Una finanziaria non ha fatto il suo dovere e questo signore ha atteso quasi un anno prima di essere finanziato.

Cautela e prudenza, questo serve!

La normativa oggi mette a suo agio il richiedente, egli ha diritto di essere informato sulle caratteristiche del finanziamento, sui costi che deve sostenere e sulla assicurazione che dovrà avere, che è libero di farla con la Finanziaria o con altra assicurazione, deve essere informato anche per rata, durata e TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale).

Nel Prestito non è tanto importante il TAN (Tasso Annuo Nominale), ma il TAEG perché comprende tutte le voci di spesa del finanziamento. È questa la base per confrontare più preventivi di più Istituti di credito o Società Finanziarie.

Consiglio

L’Istituto che concede il finanziamento ha l’obbligo di consegnare le: “Informazioni europee di base sul credito al consumo”. Le informazioni che contiene sono molto importanti per la decisione che si dovrà prendere. Non è un optional post finanziamento, ma deve essere consegnato come pre-contratto! È da pretendere!!

 

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3° – I Criteri

Prestito Personale cosa serve per ottenerlo!

Gli Istituti di Credito o le Società Finanziarie adottano criteri di analisi e di valutazione delle richieste di Prestito suggeriti da Banca d’Italia, ma ognuno ha anche propri criteri che derivano dalla Storia e dalla Statistica interna all’Istituto. Può succedere infatti che un Istituto valuti positivamente situazioni del richiedente che per altri Istituti invece generano il rifiuto.

Gli elementi base per la valutazione sono:

  1. Documenti fiscali in corso di Validità;
  2. Se Extra comunitario deve avere il Permesso di Soggiorno in corso di Validità;
  3. Età compresa tra 18 e 70 (alcuni Istituti applicano Eccezioni e/o Deroghe);
  4. Dimostrazione documentale del Reddito per il calcolo del rapporto Rata/Reddito, sia per lavoratore Dipendente o Autonomo che per Pensionato;
  5. Non avere Segnalazioni negative in Banca Dati;
  6. Non essere Protestato o Pignorato;
  7. Dimostrare la capacità di rimborso del Prestito a fronte degli impegni in corso per: affitto o mutuo in corso, bollette varie e eventuali altri impegni economici rateali.

Consiglio

Se la richiesta del Prestito non è derogabile, ma uno dei punti sopra richiamati non è soddisfatto, bisogna ricorrere alla figura del GARANTE il quale deve essere una persona molto vicina, un parente stretto, e deve dimostrare di avere la capacità economica di rimborso del Prestito.

 

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4° – Il Preventivo

Prestito Personale – il Preventivo farlo o non farlo?

Il Preventivo è la coscienza della Banca o della Società Finanziaria. Dal documento che emettono si capirà la loro professionalità creditizia.

Per anni tutti si sono esercitati a scrivere delle cifre ipotetiche tanto per invogliare il Cliente, fargli sognare una cifra a condizioni particolari e di averla già in tasca, solo per raccogliere la sua firma.

Quando una persona entra non deve uscire se non ha firmato l’incarico a procedere” era il pensiero comune del mercanti del Debito nel passato.

Per anni sono stati fatti misfatti a carico di persone che scoprivano troppo tardi di avere sbagliato a sottoscrivere quel documento che gli avevano sottoposto alla firma. Tradendo così la fiducia e la stima del Cliente.

La legge e le normative che si stanno susseguendo sono importanti e vanno tutte a difesa del consumatore.

Va tenuto in considerazione che un Preventivo su carta intestata dell’Istituto di credito o della Società finanziaria ha un valore anche per contestare un eventuale sopruso.

Il preventivo deve comprendere:

  1. Rata
  2. Durata
  3. Erogato
  4. Assicurazione
  5. Spese istruttoria e intermediazione
  6. TAN
  7. TAEG omnicomprensivo

Richiedetelo sempre e soprattutto richiedetelo a più Istituti per avere la possibilità di fare un confronto sulla base di:

  1. Stessa durata;
  2. Stessa Rata;
  3. Stesse condizioni (assicurazione, spese di istruttoria, intermediazione, ecc.).

La differenza risulterà da:

  1. Erogato;
  2. TAEG omnicomprensivo.

Consiglio

Bisogna diffidare dei cattivi consiglieri che suggeriscono confidenzialmente: “ma dai firma, non ti preoccupare, che io ho le condizioni migliori”.

Pretendete sempre il Preventivo su carta intestata e usatelo per confrontarlo con altri preventivi di altri Istituti di credito o Società finanziarie.

Il Preventivo scelto va utilizzato per confrontare i dati scritti in Contratto e se dovessero emergere errori o diversità che vi danneggiano vi permetterà di evitare di sottoscrivere il Contratto medesimo e di pretendere il rispetto di quanto preventivato!!

 

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5° – l’Istruttoria

Prestito Personale – Rifiutato: perché? Motivo, cosa fare?

Istruttoria della Pratica: è la partenza, l’atto principale, la presentazione personale che da o che toglie fiducia. Può essere fatta solo sull’analisi di documenti veri ricavati in copia dall’originale che per il Prestito sono:

  1. Documenti di identità in corso di validità e Codice Fiscale;
  2. Permesso di Soggiorno per Extra comunitari in corso di validità;
  3. Dimostrazione del Reddito per Dipendenti, Autonomi e Pensionati;
  4. Bolletta pagata ;
  5. Codice IBAN per erogazione;
  6. Copia Contratto di eventuali impegni esistenti;
  7. Mutuo, affitto o casa di proprietà.

Il motivo del rifiuto del Prestito se ha superato la fase della Consulenza e della Istruttoria avviene solo se il Richiedente non ha detto in concreto tutta la sua storia. Ad esempio che gli è appena stato rifiutato un prestito, oppure che la Centrale Rischi segnala dei ritardi o mancati pagamenti di altri finanziamenti, oppure che ci sono altri prestiti in corso pagati bene, ma che la loro somma fa scattare il rapporto rata/reddito al di sopra del 35% delle entrate nette.

Consiglio

Non ci si deve mai dimenticare che la Banca per procedere alla erogazione di un Prestito ha bisogno di consultare le varie Centrali Rischi. Per farlo la Banca deve essere autorizzata ed il richiedente che da l’autorizzazione ponendo la propria firma sul documento dell’incarico a procedere e sottoscrivendo la Privacy per l’accesso ai dati sensibili.

Prima di accettare e di firmare bisogna riflettere, fare una analisi personale riflettendo su quanto è capitato finanziariamente nell’ultimo periodo e chiedere cortesemente alla Banca di essere ascoltati e consigliati. Il lavoro principale di una Banca è di analizzare bene chi  ha di fronte, di dare consigli adeguati alla loro situazione economica, di non dare mai nulla per scontato.

Se la pratica viene rifiutata l’Istituto che lo ha rifiutato deve comunicare per scritto la motivazione e deve rilasciare sempre la dichiarazione Liberatoria che il Prestito richiesto non è stato concesso o che il cliente lo ha rifiutato.

 

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6° – Il Contratto

Prestito Personale – Deliberato – il Contratto cosa prevede?

L’Istruttoria è stata positiva, la pratica è stata caricata e deliberata. Il Prestito sarà concesso, ma prima bisogna sottoscrivere il Contratto.

Il Contratto rappresenta l’accordo tra le parti ed è la conferma e l’accettazione di quanto proposto inizialmente con il preventivo.

Infatti è molto importante verificare con precisione quanto proposto nel preventivo e i dati confrontati devono trovare conferma nel Contratto.

Le voci che devono comparire nel Contratto e che devono essere confrontate con il Preventivo sono:

  1. Rata,
  2. Durata,
  3. Erogato,
  4. TAEG.

Il Contratto del Prestito contiene le seguenti informazioni e dati:

  1. Rata,
  2. Durata,
  3. Somma esatta che sarà erogata,
  4. TAN (Tasso Annuo Nominale),
  5. TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale),
  6. Costo Assicurazione,
  7. Costi Banca e Intermediari,
  8. Scadenza dei pagamenti delle rate,
  9. Patti e accordi particolari;
  10. Interessi di mora per ritardati o mancati pagamenti delle rate,
  11. Garanzie o fideiussioni eventuali.

Il tempo da dedicare a verificare e confrontare il Preventivo con il Contratto è così esiguo che risulta non giustificabile il non farlo.

 Consiglio

Verificare eventuale autorizzazione alla modifica unilaterale dei patti contenuti nel Contratto. Questa eventualità è più che sufficiente per essere efficaci nel controllo del contratto ed eventualmente rifiutarlo se le clausole vi creano turbamento per possibili evoluzioni future negative.

 

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7° – Recedere dal Contratto

Prestito Personale – come si può recedere dal Contratto!

La fretta gioca spesso dei brutti scherzi e fa vedere montagne come granelli di sabbia. Così pur di ottenere un finanziamento si firmano contratti che sono dei veri e propri capestri e se si ha la fortuna di parlarne con un professionista che spieghi le cose in tempo debito si riesce a recedere dal contratto, altrimenti si rimane impantanati e insoddisfatti per tutta la durata del Prestito e si maledice il giorno che ………

La norma di legge che regolamenta il Credito al Consumo (Diritto di Ripensamento) e che regola il RECESSO è entrata in vigore giugno 2013. Cita che si può recedere entro 14 giorni dalla firma del Contratto e se si è incassato entro 30 giorni si devono restituire i soldi, e, inoltre, che vanno pagati gli interessi per il periodo che si sono avuti a disposizione i soldi.

Il Recesso va comunicato a mezzo Raccomandata AR

Facendo l’avvocato del diavolo vorrei qui valutare il tempo e le possibilità di verifica che si ha a disposizione dal momento che ci si mette alla ricerca del Prestito:

  1. Ricerca di un Prestito attraverso una Banca o un Intermediario i quali predispongono una ipotesi in base a info raccolte a voce.
  2. Dopo due giorni si portano i documenti per il caricamento della pratica;
  3. Dopo 4-5 giorni risposta della Centrale Rischi, supponiamo che sia fattibile;
  4. Dopo 3 o 4 giorni di valutazione si decide per la firma del Contratto;
  5. Dopo 3 giorni in cui si verificano affidabilità creditizia e coordinate bancarie il Prestito viene deliberato;
  6. Dopo 2-3 giorni il Prestito è erogato a mezzo bonifico sul conto del Cliente.

Dall’inizio sono passate circa due settimane, certe volte meno (solo qualche giorno) altre di più.

In questo tempo il Cliente pensa solo a ricevere i soldi, non fa verifiche di alcun tipo, eppure ha in mano la copia del contratto ed il preventivo!!

Dal momento che riceve sul conto i soldi comincia a pensare al peso delle rate che deve pagare e allora comincia a controllare se ciò che ha fatto è positivo o no.

Probabilmente parlerà con amici che gli diranno: ma sei matto a pagare tutti quei soldi?” E così lui si consiglia con un Intermediario di un’altra Agenzia o in una Filiale di una Banca che pur di averlo come cliente (è un ottimo Cliente se è stato finanziato) dicono e promettono cose che lo convincono a recedere e a procedere con costoro, scegliendo non il miglior prodotto, ma il miglior imbonitore, per magari scoprire quando è troppo tardi che le cose poi non stavano proprio così come gli avevano detto.

Consiglio

Ricordate di avere ben chiaro in testa che in caso che il Contratto sia stato definito e che i soldi siano stati erogati dal momento che si recede dal Contratto devono essere restituiti e pagati entro 30 giorni: il capitale ricevuto più gli interessi di quel periodo che è rimasto sul conto e vanno riconosciuti i costi sostenuti dall’Istituto di Credito (Imposta sostitutiva  e di bollo).

 

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8° – Perché è bene Assicurarsi

Prestito Personale – quale Assicurazione è utile fare!

È molto importante assicurarsi in caso di finanziamento perché toglie il pensiero di: “cosa accadrà a me e/o alla mia famiglia se dovesse succedere qualcosa di grave come avere un brutto incidente e perdere la vita o rimanere inabili al lavoro?”.

Se sono l’unico che lavora e dovessi perdere il lavoro, cosa accadrà di me e della mia famiglia?”

Tutte le assicurazioni hanno prodotti idonei per la copertura dei finanziamenti.

Assicurare il Caso Morte e Inabilità e assicurare il Caso Perdita Lavoro, Credit Protection, per finanziamenti quale il Prestito Personale ed il Mutuo per acquisto casa è oggi accettato in larga parte dai Clienti quando viene concesso un finanziamento, anche se oneroso viene considerato utile.

Le Associazioni Consumatori assieme a ISVAP e ABI hanno concordato la liberalizzazione della copertura assicurativa la cui efficacia è sempre più messa in discussione da Istituti di Credito che all’atto di proporre il Finanziamento inseriscono anche la propria assicurazione con il chiaro intento di obbligare il Cliente, come a dire: “se fai questa assicurazione otterrai il finanziamento altrimenti …..”

Svilendo così l’intendimento di liberalità e di legalità che autorizza i Clienti a produrre una propria assicurazione a favore dell’Istituto che finanzia per la quota capitale del finanziamento stesso, così che in caso di evento negativo l’assicurazione interviene per la quota capitale che residua del finanziamento e che salda a favore dell’Istituto.

Consiglio

Gli Istituti di Credito, comprese le Società finanziarie, tendono a proporre, ancora oggi, ai clienti la copertura assicurativa caso Morte o Inabilità per i finanziamenti che erogano. Tale copertura è sempre a favore dell’Istituto di Credito o della Società Finanziaria: il Premio è pagato dal Cliente e l’assicurazione in caso di evento negativo salda l’Istituto in funzione del residuo del finanziamento che è stato concesso.

Succede però spesso che nel caso Perdita Lavoro l’assicurazione dopo aver saldato l’Istituto di Credito fa azione di rivalsa nei confronti del Cliente, cosa che oggi è vietata e non è più permessa legalmente.

Nota:
Perché il Cliente paga un Premio per questa copertura se poi è efficace solo per l’Istituto che ha erogato il finanziamento? Non dovrebbe essere l’Istituto che paga l’assicurazione che poi in caso di evento negativo salda l’Istituto di Credito per poi rivalersi giustamente nei confronti del Cliente?

È opportuno quindi essere riflessivi e chiedere fin da subito all’Istituto se accetta l’assicurazione del finanziamento fatta direttamente dal richiedente il finanziamento, in caso di diniego ha due cose da mettere in atto fin da subito:

  1. Cambiare Istituto di Credito o Società Finanziaria;
  2. Segnalare agli Organi competenti (ABF, Banca d’Italia, ABI e ISVAP)  il mancato rispetto della nuova normativa da parte di quell’Istituto di Credito o di quella Società Finanziaria.
  3. La copertura assicurativa è compresa negli oneri del Finanziamento ed è compresa nel TAEG.

 

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9° – TAN e TAEG

Prestito Personale – TAN e il TAEG?

TAN – Tasso Annuo Nominale, è il Tasso base, nudo, non comprende le spese che costituiscono e fanno parte del Prestito.

TAEG – Tasso Annuo Effettivo Globale, rappresenta il costo reale del Prestito e comprende tutte le spese per:

  1. Interessi
  2. Oneri e Accessori
  3. Istruttoria
  4. Commissioni Banca
  5. Commissioni Intermediario eventuale
  6. Assicurazione.

Il TAEG è espresso in percentuale ed è il Tasso reale che il cliente deve corrispondere all’Istituto di Credito che lo finanzia.

Consiglio

Il TAEG è la base da prendere in considerazione assieme a Rata e Durata per un corretto confronto di più offerte o preventivi di Prestito.

Coloro che lo utilizzano hanno una base su cui decidere cosa fare e con chi fare. I numeri non mentono mai. È molto importante anche perché si conosce fin dall’inizio quale sarà la spesa complessiva da affrontare.

Utilizzarlo come base di confronto tra le offerte di più Istituti fa risparmiare molto più di quello che si può ipotizzare.

 

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10° – Estinguere anticipatamente il Prestito

Prestito Personale – estinguere anticipatamente il Prestito!

È sempre possibile estinguere anticipatamente il Prestito.

Variano solo le condizioni per la penale se inferiore ad un anno non può superare lo 0,5% se invece superiore ad un anno l’1%, nessuna penale invece se il capitale restituito è pari al debito.

Tale norma di Legge è obbligatoria dal giugno 2011.

Per i contratti precedenti potrebbero essere applicate norme diverse, ma è logico pensare che tutti gli Istituti e tutte le Società finanziarie si siano adeguate correttamente alle nuove normative.

Consiglio

Verificare, in caso di estinzione totale o parziale del Prestito, il Conteggio estintivo che viene consegnato. Confrontarlo con quanto dichiarato nel Contratto e poi se del caso procedere alla estinzione del Prestito o, se i dati non corrispondono, a contestare quanto riportato sul Conteggio Estintivo.

 

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11° – Ritardato o mancato pagamento di una o più rate

Prestito Personale – cosa succede in caso di ritardato o mancato pagamento delle rate!

Può accadere che ci si trovi in difficoltà a pagare le rate del Prestito?, certamente può accadere oggi più di ieri per i danni che sta causando la crisi economica.

Alcune finanziarie hanno risposto con la concessione di una sospensione del pagamento di una o più rate mensili altre invece rimangono rigidamente legate al Contratto e in caso di ritardato o mancato pagamento di una o più rate inviano la pratica al Recupero Crediti.

Sul Contratto sono ben spiegate le conseguenze per il mancato pagamento di una o più rate:

  1. Gli Interessi di mora giornalieri;
  2. Un aggravio di spese per il Recupero del Credito: spese di Gestione, raccomandata, ecc.
  3. La Segnalazione dell’Intestatario del Prestito con ritardi nei pagamenti delle rate nelle Centrali Rischi e nelle Banche Dati del Sistema finanziario. Tale Segnalazione di Cattivo Pagatore compromette la finanziabilità futura per un periodo di tempo che si determina  in base al numero delle rate interessate.

Consiglio

Alla prima avvisaglia di difficoltà sarà bene contattare l’Istituto che ha erogato il Prestito per valutare una soluzione tipo il consolido di più rate in una e allungare la durata per avere una rata più bassa così da poter pagare con più facilità. Ricordarsi che il rapporto con l’Istituto di credito che ha concesso il Prestito è importantissimo e soprattutto funziona per risolvere problemi che potrebbero diventare insormontabili.

All’Istituto inoltre vanno comunicati anche eventuali cambiamenti: di lavoro, di residenza e ogni cosa utile a tenere un rapporto corretto.

 

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12° – Come cancellarsi dalla Centrale Rischi per Segnalazione di Cattivo Pagatore

Prestito Personale – come cancellarsi dalla Centrale Rischi!

Esiste una differenza sostanziale nel trattare la segnalazione in Centrale Rischi tra Istituto e Istituto. In alcuni casi scatta automaticamente in seguito ad un ritardo anche di un giorno e la giustificazione è: “…..la riscossione delle rate del finanziamento è computerizzata e se la data di scadenza del pagamento non è rispettata parte in automatico la segnalazione di cattivo pagatore”.

La segnalazione in Banca d’Italia avviene quando si supera la soglia di 30.000 euro, la segnalazione storica in Banca d’Italia rimane sempre ed è consultabile con limitazioni determinate da parte degli intermediari.

La segnalazione di Cattivo pagatore nei “Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC)” è disciplinato dal “Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti”.

 

Tra i SIC più comuni: CTC, Experian, CRIF SPA, Cerved.

Gli indirizzi:

  1. CTC Consorzio per la Tutela del Credito Viale Tunisia 50 20124 Milano     Tel. 0266710235   Fax. 0266710235
  2. Experian Information Services S.p.A. Cinecittà 2 Pal. Experian Via U. Quintavalle 68 00173 Roma  Tel. 06 454861    199183538
  3. CRIF S.p.A.Uff. Relazioni con il Pubblico Via Montebello, 2/2 40121 Bologna Tel 051 6458900  Fax 051 6458940 info.consumatori@crif.com
  4. Cerved Business Information S.p.A. Via G. B. Morgagni, 30/H 00161 Roma Tel. 06441101   Fax 06 44110722

La segnalazione di Cattivo Pagatore rimane:

  1. Un anno fino a 2 ritardi o mancati pagamenti dalla data di regolarizzazione del pagamento;
  2. Due anni per più di 3 ritardi o mancati pagamenti sempre a partire dalla data di regolarizzazione dei pagamenti;
  3. Tre anni dalla scadenza contrattuale se non si è più pagato il Prestito.

Consiglio

Per richiedere la cancellazione della segnalazione di cattivo pagatore o di informazioni errate bisogna rispettare le regole fissate da ciascun Istituto ed inviare sempre una richiesta a mezzo Raccomandata AR sia all’Istituto che ha concesso il finanziamento che alla SIC oltre che a Banca d’Italia.

 

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13° – Utilizzo dati personali e Privacy

Prestito Personale – la Privacy !

È argomento poco trattato in quanto considerato secondario, è infatti comune il pensiero che è molto più importante ricevere i soldi che controllare l’uso dei dati sensibili.

In realtà è vero esattamente il contrario!

L’uso che viene fatto dei Dati sensibili, del rispetto della Privacy, è importantissimo.

Scopriamo questo valore soprattutto quando la cronaca nera ci da informazioni che ci lasciano tramortiti come è avvenuto qualche giorno fa da parte di CRIF, che ha dichiarato che dai propri dati emerge che nel primo semestre del 2013 sono stati scoperti 9000 casi di “Prestiti rubati attraverso furti di identita!”

Significa che 9.000 cittadini italiani sono stati espropriati fraudolentemente della propria identità. È spaventoso! 

Quando ci si accorge di essere stati derubati della propria identità anche a distanza di anni?

Allorquando si ha bisogno di un fido o di un finanziamento e si scopre di essere Segnalati come Cattivi Pagatori nelle Centrali Rischi per non aver pagato rate di Prestiti mai fatti!!, in quanto quella magari era la prima volta che richiedevano un Prestito oppure sapevano che i finanziamenti avuti erano stati, sempre, pagati regolarmente.

La comunicazione e le fotocopie consegnate dei propri dati fiscali: carta di identità, codice fiscale, permesso di soggiorno se straniero, vanno tenuti sotto controllo, bisogna registrare a chi sono stati consegnati e in che data.

Se si scopre di essere stati derubati dei propri dati bisogna denunciare il fatto alla Polizia Postale e ai Carabinieri ed avere un elenco relativo a chi sono stati consegnati, il motivo e in che data, ciò facilita notevolmente il lavoro della Pubblica Sicurezza.

Consiglio

Nel campo dei finanziamenti è comune consegnare i documenti personali a Istituti di credito, a Società Finanziarie e ad Assicurazioni e se di mezzo c’è il Mutuo anche al Notaio. E se le operazioni di finanziamento sono intermediate da Agenti in attività finanziaria i documenti saranno consegnati a costoro.

Dovete essere molto accorti, controllate con attenzione ciò che Intermediari e Agenti in attività finanziaria o Istituti di Credito e Società finanziarie o Assicurazioni vi fanno firmare e registrate a chi avete rilasciato i vostri documenti e in che data. E’ la vostra unica difesa, utilizzatela!!

 

La Privacy e le Imprese

La Guida del Garante per un uso corretto dei dati sensibili

Il Garante ha pubblicato una Guida, datata maggio 2013, molto importante a cui rifarsi per la protezione dei dati sensibili.

Prestitia inserisce la Guida del Garante nei propri argomenti per facilitare gli utenti ed avere una corretta informazione in merito e anche per favorire l’uso corretto dei dati sensibili sia da parte delle Imprese, che degli Istituti, che delle persone fisiche a difesa del diritto alla riservatezza del Consumatore!!

clicca su: Guida alla Privacy pubblicata dal Garante

 

Arbitro Bancario Finanziario, chi è e cosa fa?

L’Arbitro Bancario Finanziario è previsto dal Testo Unico Bancario(TUB) L 262/2005, e Banca d’Italia lo ha adottato il 18/06/2009. La norma prevede che le banche e gli intermediari finanziari devono per obbligo aderire al sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie con la clientela.
E’ opportuno tenere in considerazione che le decisioni assunte dall’Arbitro Bancario Finanziario possono comunque essere impugnate per via giudiziale.
L’Arbitro Bancario e Finanziario è composto da un Organo che decide e da una Segreteria tecnica.
Su territorio nazionale sono presenti tre Collegi a: Milano, Roma, Napoli.
L’attività della Segreteria è fatta direttamente dalla Banca d’Italia.
Vi possono ricorrere tutti coloro che hanno in corso o hanno avuto nel passato, a partire dal 01/01/2007, questioni da dirimere e possono presentare Ricorso anche senza l’assistenza di un avvocato.
All’Arbitro si ricorre principalmente per non aver avuto risposta al reclamo scritto entro i 30 giorni previsti.

Può succedere che dopo aver fatto un Prestito non si sia capito alcune cose e che si richiedano i chiarimenti necessari?

In questo caso se la Società Finanziaria o l’Istituto di credito non forniscono i ragguagli richiesti meglio allontanarsi e rinunciare al Prestito, potrebbe nascondere insidie economiche delle quali si pagherebbero le conseguenze in tempi in cui non si può più recedere.

Ecco il sito a cui collegarsi per avere le giuste informazioni:

http://www.arbitrobancariofinanziario.it/

 

Prestiti e Mutui & Norme UE

Nuove o Vecchie male applicate.

Effetto crisi o mala gestione dei mutui da parte delle Banche?

Riflettendoci è facile pensare più a mala gestione in quanto le regole esistono già da parecchi anni, esattamente dal 2002 quando l’Italia ha recepito il “Codice di condotta europeo per i Mutui acquisto casa”.

 La UE ha deciso di entrare nelle logiche del mercato dei Prestiti e dei Mutui per ampliarlo e per migliorare la qualità dei prodotti offerti e uniformarli attraverso Regole comuni a tutti gli Stati facenti parte l’Unione Europea.

Un accordo raggiunto dagli Organi interni al Parlamento europeo che dovrà essere approvato dal Parlamento stesso e dal Consiglio europeo.

Vediamo quindi cosa prevedono queste nuove Regole che vengono dalla UE:

  1. Informazioni dettagliate su costi e rischi per favorire il richiedente per la scelta del Mutuo giusto alle proprie esigenze e al minor costo: favorire la competitività!
  2. Introduzione di un periodo di sette giorni di valutazione per decidere se mantenere o rescindere il contratto già stipulato!
  3. Introduzione di standard europei per la valutazione della solvibilità degli Istituti di credito e qualora il risultato dovesse essere negativo saranno tolti dal mercato privandoli delle autorizzazioni previste dalla legge!
  4. Valutazioni Immobiliari standard su base europea e in linea con il Financial Stability Board (FSB). Il Financial Stability Board si propone di promuovere la stabilità finanziaria a livello internazionale, migliorare il funzionamento dei mercati e ridurre il rischio sistemico attraverso lo scambio di informazioni e la cooperazione internazionale tra le autorità di vigilanza (vedi Banca d’Italia)!
  5. Obbligo di consegnare ai clienti, da parte degli Istituti di Credito e/o degli Intermediari creditizi, il documento ESIS. Il documento fornisce in dettaglio informazioni che riguardano il Mutuo che si andrà a stipulare. Le informazioni riguardano: il nome della Banca, il Tan, il Taeg, la durata , la rata, l’ammontare del finanziamento, la frequenza dei pagamenti delle rate, il tipo di Mutuo (Fisso o Variabile), le spese, l’eventuale rimborso anticipato, il piano di ammortamento, gli obblighi del Mutuatario e i dati relativi all’Ufficio Reclami oltre al riferimento all’ABF (Arbitro Bancario Finanziario).
  6. Il documento ESIS è stato introdotto nel lontano 1997 come Codice di condotta europeo per i Mutui acquisto casa ed è stato recepito in Italia nel 2002, ma da allora solo consigliato!

L’obbligo della consegna del documento ESIS ai richiedenti il finanziamento è esteso a tutti i finanziamenti rateali compreso quindi il Prestito!

Prestitia® informa!!

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Prestiti – Cosa è meglio sapere per ottenerli!!

Oggi ottenere un Prestito è come fare un terno al lotto, da circa 5 anni la stretta creditizia si è sempre più accentuata e a poco sono valse le esagerate quantità di euro che la BCE ha fornito alle nostre Banche. Le Banche hanno concesso poco o nulla alle Famiglie e alle Imprese, salvaguardando se stesse trattenendo i soldi per i propri scopi.

Chiaro che il rischio insolvenza è lievitato a livelli molto alti. Ma se le Banche fermano i flussi monetari verso Imprese e Famiglie tutto va a rotoli.

Per questo ci si fa delle domande per capire questo immobilismo economico delle Banche. Vediamo:

Ma perché le Banche sono restie a finanziare e ad erogare Prestiti? (Critica agli Istituti finanziari!)

Banca d’Italia impone la regolarità dei conti, secondo parametri decisi dalla BCE (Banca Centrale Europea), ai nostri Istituti finanziari che per ottenere una contabilità in ordine devono contenere le insolvenze all’interno di una ben determinata percentuale. Cosa che la crisi economica ha fatto a tutti gli effetti sforare e di molto.

Mentre i Prestiti, non essendo garantiti da beni immobili o da fondi economici, sono un puro rischio per la Banca, la stessa si è garantita per i Mutui ipotecando la casa: la crisi fa saltare le rate del Mutuo? La Banca risponde mettendo la casa all’asta, recuperando così tutto o parte del Mutuo erogato!.

Le perdite di conseguenza nei Prestiti sono fortissime mentre nei Mutui sono più contenute, ma le Banche pur in questa condizione non sono particolarmente preoccupate in quanto hanno un alleato che gioca a loro favore: lo Stato! Eh si perchè le insolvenze figurano come perdita e tale perdita va detratta dalle tasse che la Banca deve pagare allo Stato ogni anno.

Allora come si deve presentare una domanda di Prestito?

Vediamo quali sono gli aspetti da curare in modo particolare:

  1. Essere conosciuti come buoni pagatori, non si deve avere segnalazioni in Centrale Rischi di cattivo pagatore;
  2. Avere un lavoro come Dipendente o Imprenditore sicuro e certo;
  3. Avere un reddito dimostrabile continuativo;
  4. Richiedere cifre possibili e compatibili con le proprie possibilità economiche;
  5. Analizzare bene se la propria Regione o Provincia o Comune hanno stanziato fondi agevolati per sostenere famiglie o determinate categorie;
  6. Farsi fare più preventivi da più Istituti.

Nel caso in cui, dopo una attenta analisi, si riconosca l’impossibilità a richiedere il finanziamento, solo allora valutare la possibilità di ricorrere a persone vicine a voi per parentela o amicizia, tenendo ben presente che devono essere finanziabili e in regola con quanto sopra richiamato.

By Prestitia informa!

Prestitia si propone, con il proprio staff di consulenti, per analizzare la tua storia e la tua necessità economica!! Interpellaci e potrai utilizzare il nostro suggerimento a costo zero!!!

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Prestiti per ristrutturazione e arredamento in aumento!!

La concessione di Prestiti personali sono in continuo calo, anche agosto segna un dato negativo mentre mantiene la domanda per Prestiti per ristrutturare e/o arredare la casa.

Gli italiani quindi danno la precedenza alla richiesta di Prestiti per la ristrutturazione o per l’arredo della casa. La percentuale rispettivamente è del 30% delle richieste totali per la ristrutturazione e del 14% per l’arredamento della casa.

È il segnale che il Bonus fiscale ha avuto un effetto molto positivo e gli italiani ne hanno ampiamente approfittato. Ora grazie alla legge di stabilità si attende conferma per il mantenimento del bonus anche per il 2015.

Banca d’Italia inoltre fornisce alcune info in merito alle richieste di Prestito delle famiglie:

  • Erogato medio per pratica € 10.500 in calo rispetto allo stesso periodo del 2013 di circa € 800.
  • Durata media: 20% 84 mesi, 19% 60 mesi e il rimanente di lunga durata.
  • Importi medi richiesti: fino a € 10.000 il 30% oltre € 10.000 il rimanente.

Per le famiglie il calo delle richieste e dell’erogato è un segnale di prudenza, non è così per le Banche, il segnale è assai negativo!

È una critica doverosa verso gli Istituti bancari che sono stati più volte spronati dalla Banca Centrale Europea a sostenere finanziariamente famiglie ed Imprese, cosa rimasta sempre inascoltata purtroppo!

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Dalla BCE Draghi elogia le riforme e la Spagna!

Fonte: IL SOLE “24ORE

Draghi: senza investimenti non vedremo una ripresa sostenibile

Non ci sarà ripresa sostenibile nell’Eurozona senza una ripresa degli investimenti. Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha di fatto dato il la ai lavori dell’Ecofin informale che si terrà a Milano nel fine settimana, con la sua ricetta – regole economiche favorevoli alla crescita e unione dei mercati dei capitali – per il rilancio degli investimenti, una delle «vittime illustri», ha detto, della crisi.

Il tema sarà al centro del confronto di domani fra ministri e governatori e, come spesso è avvenuto in questi tre anni nel dibattito sui temi europei, Draghi non si è sottratto a indicare una linea ai Governi e alle altre autorità europee, anche al di là dei confini dei compiti della banca centrale.

Draghi ha ribadito la necessità di una combinazione di politiche monetarie, di bilancio e strutturali, che «si rafforzino a vicenda», per far ripartire l’economia dell’area euro, secondo il copione svelato il mese scorso a Jackson Hole, quello che l’economista Nouriel Roubini ha definito “Draghinomics”. E il capo dell’Eurotower ha anche ripetuto che, nonostante la politica monetaria già accomodante, il consiglio della Bce è pronto a «intervenire ulteriormente» se necessario. Gli ha fatto eco da Francoforte il suo vice, Vitor Constancio, secondo cui la Bce preferirebbe non acquistare titoli pubblici, ma non lo esclude. Un passo fortemente caldeggiato dai mercati finanziari, che ritengono che inevitabilmente la Bce sarà costretta a farlo, ma sul quale il consiglio, per ammissione esplicita dello stesso Constancio, è estremamente riluttante, anche perché convinto che le misure annunciate alle riunioni di giugno e di settembre basteranno. Fra i partecipanti all’incontro di ieri a Milano con esponenti del mondo della finanza, cui è intervenuto il presidente della Bce, c’era più di una perplessità al riguardo.

Il calo degli investimenti delle imprese nell’area euro dal 2008, ha ricordato Draghi, è stato molto più grave che nelle crisi precedenti, un 20% dal livello massimo a quello minimo, contro il 15 della recessione del 1992. Il miglioramento dal 2008 è stato minimo, mentre negli Stati Uniti è stato già superato il livello anteriore alla crisi. «Non ci sarà ripresa sostenibile finché la situazione non cambia», ha sostenuto il banchiere centrale italiano alla conferenza milanese organizzata dalla think-tank francese Eurofi. Gli investimenti, ha affermato, sono la domanda di oggi e l’offerta di domani, ma «in Europa sono carenti. Se non riusciamo a rilanciare gli investimenti, indeboliremo l’economia nel breve termine e ne comprometteremo le prospettive di lungo periodo».

Sono due i settori fondamentali per rilanciare gli investimenti delle imprese, attraverso le riforme strutturali: rendere la regolamentazione più favorevole alla crescita e offrire alle imprese fonti di finanziamento più diversificate (il contributo della Bce su quest’ultimo punto passa soprattutto dagli acquisti di titoli cartolarizzati, gli Abs, si veda l’articolo qui a fianco) con la creazione di un’unione dei mercati dei capitali. Draghi chiede che il contesto regolamentare venga migliorato con riforme dei mercati di beni e servizi e del lavoro. C’è una grande disparità fra i Paesi dell’Eurozona a questo proposito su questioni come la risoluzione dei contenziosi contrattuali o la regolamentazione delle professioni. Su quest’ultimo fronte, per esempio, il numero è di 45 in Estonia, ma ariva a 170 in Italia e a 219 in Francia. «Simili barriere all’entrata – ha detto il presidente della Bce – limitano la concorrenza e l’occupazione, generando rendite per pochi eletti a scapito della clientela».

Fra i grandi Paesi dell’Eurozona, Draghi addita la Spagna come esempio virtuoso che, grazie alle riforme adottate dopo la crisi, insieme alla riduzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche e delle società, può aspettarsi nei prossimi due anni una ripresa degli investimenti.

I Governi possono fare la differenza, ha detto Draghi, anche con una politica di bilancio favorevole alla crescita: trovare, nel contesto delle regole esistenti del Patto di stabilità, lo spazio per sostenere gli investimenti produttivi e conseguire una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita, riducendo l’onere fiscale e la spesa corrente improduttiva.

 

Gli strumenti della Bce 

1. L’ARMA DEI TASSI 
Costo del denaro ai minimi 
Con una mossa a sorpresa, «non unanime», come ha spiegato Mario Draghi,la Bance centrale europea, il 4 settembre, ha ulteriormente tagliato il tasso di riferimento, portandolo dallo 0,15 allo 0,05%; anche il tasso sui depositi che la Bce custodisce per conto delle banche commerciali,già negativo, è passato dal -0,10 al -0,20 per cento.

2. LE INIEZIONI DI LIQUIDITÀ 
Le Tltro 
Le Tltro (operazioni di rifinanziamento a lungo termine) sono prestiti erogati alle banche con scadenza a 4 anni, vincolati però alla concessione di crediti alle famiglie e alle imprese. La Bce le lancerà il 18 settembre. Con il nuovo taglio dei tassi, ha spiegato Draghi, le banche sono incoraggiate a partecipare subito alle operazioni di rifinanziamento 

3. L’ACQUISTO DEI TITOLI ABS 
L’operazione a ottobre 
Gli acquisti di Abs – derivati che “contengono” prestiti bancari, garantiti da attivi sottostanti partiranno a ottobre, insieme all’acquisto dicovered bond. Per l a banca tedesca Commerzbank il volume potenziale è di 250-300 miliardi. Le operazioni riguarderanno titoli legati ai prestiti alle piccole e medie imprese,ma anche ai mutui.

Prestitia informa!!!

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SPAGNA RISORGE CON LE RIFORME E L’ITALIA ASPETTA…. E I PRESTITI SONO KO!

DA PMI:

Spagna, le riforme cancellano la crisi.

Prezzi residenziali in aumento dopo sei anni.

Il Fondo Monetario Internazionale, nella persona del direttore Christine Lagarde, si complimenta con la Spagna, definendola l’unico Paese dell’area Euro che sta progredendo grazie alle riforme. E i dati sull’immobiliare iberico  confermano la buona prospettiva evidenziando il primo aumento nei prezzi delle case dopo ben sei anni. Intervistata su una radio francese, Christine Lagarde ha intimato ai governi europei di attuare le riforme necessarie, “e non solo accontentarsi di parlare”, citando come buon esempio proprio la Spagna, che grazie alle sue riforme strutturali sta recuperando terreno, anche se, secondo il direttore del FMI, “ancora non è sufficiente”. Sempre meglio, però, del resto d’Europa e del mondo. Secondo l’istituto di Washington è infatti in arrivo una revisione al ribasso delle stime di crescita per l’economia globale che verranno diffuse il prossimo 7 ottobre. La previsione per il Pil potrebbe infatti attestarsi, segnala Lagarde, intorno al 3% entro la fine dell’anno, contro una precedente stima che dava la crescita mondiale al 3,4%, per colpa principalmente delle conseguenze della crisi in Ucraina e in Medio Oriente. Ma la Spagna potrebbe spiccare in questo desolante panorama, se si pensa che la previsione sul Pil data dalla Banca di Spagna per il Pil 2014 è di un +1,3%, e di un 2% per il prossimo, e che anche l’Ocse, attraverso il segretario generale Angel Gurria, concorda con il direttore generale dell’FMI quando sostiene che “l’economia spagnola torna a crescere, l’occupazione sale, il settore bancario si è stabilizzato e la fiducia nei mercati della Spagna sta migliorando”. Intanto il dato sul mercato immobiliare iberico mostra un aumento dello 0,8% annuo nei prezzi delle case del secondo trimestre. Si tratta del primo aumento annuo dal 2008, e il segnale viene visto con speranza per la prossima uscita dal tunnel. Se il settore immobiliare riprendesse, infatti, si tratterebbe della miglior cartina di tornasole possibile del funzionamento delle riforme economiche del Paese, e questo aprirebbe alla fiducia nel ritorno alla crescita. Del resto gli investitori già scommettono da tempo su un ritorno in salute dell’economia spagnola (e in generale europea). Dati Cushman e Wakefield citati dal Financial Times mostrano infatti come alla fine dei 12 mesi terminati a marzo gli investimenti in attività immobiliari spagnole sono balzati del 130% annuo a 2,6 miliardi di euro, soprattutto grazie a strumenti finanziari che sperano negli alti rendimenti di un’attività in ripresa. La conferma reale è attesa ora dai dati sull’occupazione: se fosse evidente un ritorno al lavoro nel settore delle costruzioni e dell’edilizia forse la Spagna potrebbe davvero cominciare a cantare vittoria.

E l’Italia? E’ purtroppo in ritardo con le riforme che a parole sembravano già fatte, ma che in realtà sono in alto mare, anche se la Spagna ci fa ben sperare!

Prestitia informa!!

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