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Prestiti & Anatocismo!

Prestiti & Anatocismo!

Interessi su Prestiti e carte di credito! Stop all’Anatocismo!

Anatocismo: Interesse composto, ossia il fatto che gli interessi già scaduti (cioè maturati) e non pagati diventino bene capitale e come tali siano suscettibili di produrre interesse a loro volta.

Il Cicr (Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio) con delibera del 3/8/2016 ha stabilito che gli interessi debitori devono essere contabilizzati separatamente dal capitale e la esigibilità degli stessi è fissata al 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui sono maturati.

Era quanto si attendeva a seguito delle disposizioni applicative in materia di anatocismo previste nel secondo comma dell’art. 120 del Testo Unico Bancario (TUB) così come riformato dall’art. 17bis del DL n. 18 del 14/02/2016.

 L’art. 3 della delibera fissa che le disposizioni devono essere applicate entro massimo il 1° di ottobre e determina che gli interessi debitori maturati su esercizi del credito e su gestione di operazioni di raccolta del credito non possono produrre interessi, fatto salvo gli interessi di mora. Fissa anche che nella gestione dei rapporti di credito per conto corrente o per conto dei pagamenti deve essere assicurata la stessa periodicità non inferiore ad un anno per il conteggio di interessi debitori o creditori.

Finalmente si mette la parola FINE su gestioni lucrative ed illegali di molti Istituti che hanno richiesto azioni legali per il riconoscimento del danno subito da parte della clientela.

 

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Prestito: cose da non fare per ottenerlo

Cosa succede se si chiede un Prestito e viene rifiutato?

Quali possono essere i motivi di un rifiuto?

Se si chiede il Prestito nello stesso tempo a più Istituti di credito o Finanziarie cosa succede?

Se la richiesta è stata respinta posso presentare una nuova richiesta presso un’altra banca?

Se propongo un Garante che ha altri finanziamenti o è segnalato cattivo pagatore cosa succede?

Cos’è la Liberatoria?

E se chiedo un Prestito per pagarne altri che ho già cosa succede?

Sono le domande tipiche che ci vengono di norma sottoposte. È importante dare loro la giusta considerazione in quanto sottovalutarle significherebbe perdere un finanziamento che serve a realizzare e dare soddisfazione a proprie esigenze.

Quando si chiede un Prestito si deve conoscere cosa ha bisogno la Banca o l’Istituto di credito per poterlo concedere.

Vediamo cosa richiede la Banca e/o l’Istituto di Credito:

  1. Essere assunti a tempo indeterminato se dipendenti da almeno 1 anno, è una clausola che da la certezza di avere i soldi di ritorno (Non vale per dipendenti pubblici o statali i quli sono immediatamente finanziabili);
  2. Avere uno storico di bilancio di almeno due anni se Imprenditore;
  3. Essere conosciuti in Banca dati come buon pagatore, in quanto se si sono pagati bene altri debiti è probabile che si rispetteranno i nuovi;
  4. Avere una età che sia indice di maturità e di responsabilità personale;
  5. La Ditta dove si lavora deve essere conosciuta e rispettata finanziariamente, ciò da il senso di serietà e di continuità lavorativa;
  6. Se si presenta un proprio Garante per incentivare la decisione della Banca per l’approvazione del finanziamento, costui deve essere finanziabile e riconosciuto nelle Centrali Rischi come buon pagatore.

La Banca quando riceve una richiesta di Prestito:

  1. Verifica la documentazione che il richiedente il Prestito fornisce alla Banca stessa.
  2. Controlla che non vi siano altre richieste in corso e se vi sono ne richiede la liberatoria che deve essere rilasciata dalle singole Banche e/o finanziarie alle quali ci si è rivolti per ottenere il Prestito.
  3. Se la richiesta è stata rifiutata da altra Banca sarà bene attendere i tempi di cancellazione dalla Centrale Rischi prima di inoltrarne una nuova. Val la pena ricordare che per la cancellazione del rifiuto in Centrale Rischi serve minimo un mese dalla richiesta di cancellazione. Sarebbe ideale attendere due mesi. Ogni rifiuto allontana la possibilità di essere finanziati, sarà quindi utile essere prudenti anche se l’urgenza potrebbe consigliare il contrario.

I motivi del rifiuto del finanziamento da parte della Banca:

  1. Essere dipendenti da poco tempo o avere iniziato una attività in proprio da troppo poco tempo che, in ambedue i casi, farebbe venir meno la certezza della restituzione del Prestito.
  2. L’età e la mancanza dello storico finanziario personale è un freno quasi assoluto che pretende garanzie quali beni mobili ed immobili oppure richiede la presenza di un Garante che nel caso in cui il Prestito non fosse onorato sarebbe lui a farsene carico.
  3. Essere troppo esposto con altri finanziamenti ancora in corso che gravano pesantemente sul bilancio familiare.
  4. Avere segnalazioni in corso di cattivo pagatore di altri finanziamenti.
  5. Essere Protestati e/o Pignorati.

Ecco qui spiegati in breve i motivi per cui affidarsi ai nostri consulenti!

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Le Garanzie e il Garante nel Prestito personale!!

Istituti di Credito e Società Finanziarie quando devono erogare il Prestito pretendono solide garanzie per limitare al massimo il rischio di una mancata restituzione del debito da parte del richiedente.

Vediamo quali sono le garanzie pretese:

  • Un contratto di lavoro a tempo indeterminato se dipendente o un reddito dimostrabile se il richiedente è un imprenditore o libero professionista;
  • Uno stipendio adeguato che sia consono al finanziamento richiesto e che sia sufficiente a far fronte al pagamento delle rate mensili;
  • La presenza di altri Prestiti sia personali che finalizzati o per Cessione del Quinto commisurati alla capacità di indebitamento che in linea di massima non dovrebbe superare il 30-35% del reddito percepito;
  • se il richiedente il Prestito non è conosciuto in Banca Dati o se l’Istituto di credito ha dubbi sulla capacità di restituzione del debito è richiesta la figura di un Garante finanziabile proprio a Garanzia del capitale che viene erogato.

Vale la pena di approfondire quindi la figura del Garante per le responsabilità che derivano alla sua presenza nel contratto.

Per molti il Garante è una figura secondaria al richiedente e all’eventuale cointestatario, ma non è così.

Se il richiedente/intestatario del Prestito non onora il debito sarà tenuto a farlo a tutti gli effetti il Garante. Abbiamo assistito a litigi tremendi tra le persone coinvolte nel contratto di Prestito per non aver avvisato correttamente il Garante di questa sua responsabilità.

Per questo bisogna porre la massima attenzione quando si richiede la firma a Garanzia di un Prestito e vale per ambedue le parti interessate sia per il Richiedente che per il Garante.

In senso più generale è preferibile, per chi fosse in difficoltà ad ottenere un Prestito personale, ricorrere alla Cessione del Quinto, più semplice da ottenere e ha un vantaggio molto interessante: non si deve ricorrere a Garanti in quanto la Garanzia è data dal TFR accantonato e accantonando per tutta la durata del finanziamento.

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Prestito Vitalizio è la nuova Pensione Integrativa?

Prestito Vitalizio: cos’è e come funziona.

Si ipoteca la propria casa, con contratto regolare, con un Istituto di Credito e si ottiene liquidità per vivere decentemente quando si è in difficoltà grave come quella che stiamo vivendo.

Non si pagano rate per la restituzione del debito in quanto andrà in Atto di Successione e gli Eredi decideranno se rinunciare alla eredità o se riscattare l’immobile ipotecato pagando il debito oltre gli interessi maturati contrattualmente.

A tutti gli effetti è da intendersi come una Pensione integrativa!

Dal 6 maggio, domani, entra in vigore il Prestito Vitalizio Ipotecario attraverso la Legge n. 44 del 2/4/2015 che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92/2015. Legge che ha modificato l’art. 11/quaterdecies del DL 203 del 30/09/2005 convertito con modifiche dalla Legge 248 del 2/12/2005 che regola la disciplina del Prestito Vitalizio Ipotecario.

I proprietari dell’immobile, che devono avere più di 60 anni, non ne perdono il possesso, e convertono una parte del suo valore in euro, in moneta, con l’accensione dell’ipoteca a garanzia a favore dell’Istituto di Credito che concede il Prestito Vitalizio.

Sarà una perizia dell’immobile e l’età del o dei proprietari che determinerà, in base alla aspettativa di vita, la cifra massima ottenibile.

Successivamente alla morte del o dei proprietari gli Eredi decideranno sul da farsi, se:

  1. Estinguere direttamente il debito con l’Istituto di Credito;
  2. Vendere l’immobile ipotecato e con il ricavato estinguere il debito;
  3. Chiedere all’Istituto di Credito di procedere con la vendita dell’immobile ipotecato e con il ricavato estinguere il debito e se la cifra è superiore il rimanente andrà suddiviso tra gli Eredi.

Il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà adottare entro tre mesi dalla entrata in vigore della Legge il Regolamento che deve stabilire le regole relative alla offerta dei Prestiti Vitalizi Ipotecari e l’individuazione dei casi e delle formalità che comportino una riduzione significativa del valore dell’immobile per il qual motivo l’Istituto avrà titolo per chiedere il rimborso integrale del finanziamento.

Abi e Associazioni dei Consumatori saranno sentite per la stesura del Regolamento.

La nuova disciplina varrà per i finanziamenti stipulati solo dopo l’entrata in vigore della nuova normativa di legge.

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Cessione del Quinto – Il Datore Lavoro!

Il ruolo del Datore di Lavoro nella Cessione del Quinto è ben definito dalla L. 180/50 e sue successive modifiche.

Egli non si può opporre alla Cessione del Quinto, mentre invece è nella sua facoltà la concessione della Delega del Quinto.

Purtroppo non sono pochi i casi in cui il Datore di lavoro crea gravi problemi al dipendente allorquando richiede la Cessione del Quinto, e in questo caso il dipendente alla fine dovrà decidere tra il forzare la richiesta e correre il rischio di perdere il lavoro.

Va anche segnalato che ci sono Ditte che addirittura si fanno firmare la dichiarazione dal dipendente che non chiederà mai la Cessione del Quinto.

Questo accade nel rapporto di lavoro Privato, mai nel Pubblico o nello Statale.

Perché il Datore di lavoro si oppone  alla concessione della Cessione del Quinto?

Lo limitano i vincoli e gli obblighi che ne derivano quali dichiarare formalmente lo stipendio mensile, il TFR accantonato, le trattenute previdenziali e altre eventuali in corso, l’obbligo di trattenere il TFR e di mantenerlo a disposizione e di versare tutti i mesi la quota trattenuta dalla busta paga alla Banca e/o Finanziaria che ha erogato il finanziamento.

Il Datore lavoro figura come Terzo datore ceduto in quanto la garanzia a favore dell’Istituto che ha erogato il finanziamento è rappresentata dallo stipendio che il lavoratore percepisce mensilmente e dal TFR accantonato ed accantonando.

Per questo Prestitia consiglia ai dipendenti di essere attenti, corretti e prudenti, mai invasivi, in occasione della richiesta che fanno al Datore Lavoro per la concessione della Cessione del Quinto dello Stipendio.

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Il Certificato di Stipendio per la Cessione del Quinto!

Il Certificato di Stipendio è il documento che l’Amministrazione Pubblica (ASL, ecc.) e Privata deve rilasciare al lavoratore dipendente per poter avere la Cessione del Quinto dello Stipendio.

L’Istituto che finanzia in possesso del Certificato di Stipendio può dar corso alla pratica della Cessione del Quinto o alla Delega di pagamento e proporre al Richiedente/Lavoratore il preventivo sulla base del quale poi si potrà procedere o no alla definizione del contratto e alla sua firma.

Il Certificato di Stipendio è un documento fondante, esso contiene dati certi sotto la responsabilità diretta della dichiarante Ditta Datore Lavoro, relativi a:

  1. Dati fiscali del dipendente.
  2. Dati societari, fiscali e indirizzo della Ditta Datore Lavoro.
  3. Numero dei dipendenti.
  4. Stipendio netto mensile, comprende mensilità aggiuntive ed è al netto di straordinari, assegni famigliari, compensi vari aziendali, indennità varie, inoltre è al netto di imposte e contributi. Da questo si ricava la rata mensile pari alla quinta parte, il 20%, dello stipendio netto.
  5. Tipo di contratto di lavoro (determinato o indeterminato) e inquadramento.
  6. Quote già trattenute in busta paga e residuo del prestito o sua durata.
  7. Per le Ditte private: TFR accantonato effettivamente disponibile. È utile per il calcolo della cifra massima erogabile che si ottiene utilizzando il Moltiplicatore Assicurativo che deriva dalla valutazione economico/finanziaria del Rischio riguardante la Ditta Datore Lavoro. (per la stessa Ditta Datore Lavoro può esistere il caso di Assicurazione che si assume o non si assume il rischio).

NOTA: Esistono anche casi in cui la Ditta Datore Lavoro non rilascia il Certificato di Stipendio. Il lavoratore ha titolo per richiedere in sostituzione una dichiarazione formale che comprenda i seguenti dati:

  1. Dati fiscali del lavoratore, tipo di contratto in corso e data di assunzione;
  2. Stipendio annuo lordo percepito;
  3. TFR accumulato ad una precisa data;
  4. Se ha o non ha trattenute in busta paga per Prestiti o Pignoramenti;
  5. Timbro e firma con dati fiscali societari e riferimenti telefonici.

Nel caso di assenza del Certificato di Stipendio lo stipendio netto si calcola detraendo allo stipendio lordo l’aliquota media Irpef. Se invece il calcolo lo si deve fare dal CUD dell’anno precedente, dal 2015 CU,  dal lordo annuo vanno detratte le imposte versate e la cifra che si ricava va divisa per 12, pari ai mesi dell’anno.

Se sono presenti Prestiti o Pignoramenti si dovranno richiedere i rispettivi contratti/documento di pignoramento giudiziale al lavoratore richiedente la Cessione del Quinto.

Per quanto attiene il TFR può essere:

  1. Depositato presso la Ditta Datore Lavoro, ed è presente sulla seconda pagina del Cud fino al 2014, con il 2015 sul CU (Certificazione Unica);
  2. Accantonato presso un Fondo Integrativo al quale si richiede l’aggiornamento attuale.

La Cessione del Quinto prevarica qualsiasi controllo della Centrale Rischi finanziari del lavoratore, non quello della Ditta Datore Lavoro e nel caso sia negativa l’Assicurazione non sarà nelle condizioni di assumersi il Rischio assicurativo.

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Cessione e Delega pagamento del Quinto!

La Legge 180/50 e successive modifiche che regolamenta la Cessione del Quinto da la possibilità ai dipendenti di ottenere una seconda Cessione del Quinto definita Delega di pagamento!

Questo significa che è possibile avere due trattenute fino ad un massimo del 40% dello stipendio netto mensile. Ad esempio da uno stipendio di 1.500 euro netto al mese si possono ottenere due Cessioni con rate di 300 euro cadauna, e così in busta paga rimarrebbero a disposizione solo 900 euro per l’intera durata delle due Cessioni.

È un impegno, quello che si assume il richiedente, molto importante e che non deve essere sottovalutato!

La persona che richiede sia la Cessione che la Delega del pagamento del Quinto dello Stipendio deve essere consapevole che al di là del beneficio immediato per i soldi che le Società Finanziarie erogano a suo favore, dovrà poi vivere con uno stipendio di 900 euro al mese e con quelli dovrà far fronte a tutti i costi e agli imprevisti che nella vita dovrà affrontare: per l’auto per consumi, bollo e assicurazione, per la casa per le spese e per le tasse statali e comunali, per il vitto e per il mantenimento. Se non è solo, ma ha una famiglia, la cosa sarà ancora più difficile e dura da affrontare e queste sono cose da tenere in debito conto fin dal momento che si fa richiesta di finanziamento.

Di norma si fa ricorso alla Delega di pagamento quando non si riesce a far fronte ai debiti o se si vuole acquistare cose o beni indispensabili oppure per necessità sanitarie improvvise e non rimandabili.

Va anche sottolineato che non sempre la Delega di pagamento viene concessa dal Datore Lavoro, è lui che decide se concederla o no, al contrario di quanto avviene per la Cessione del Quinto che va concessa per obbligo di legge.

Per i dipendenti statali e per quelli pubblici è facile ottenere la doppia Cessione, così non è nell’ambito del lavoro privato. Il Datore Lavoro nel privato non concede di norma l’autorizzazione o la concede molto raramente.

Sono elementi determinanti per la concessione della Cessione in genere e della Delega di pagamento in particolare l’anzianità di lavoro (a tempo indeterminato) e il TFR accantonato. Infatti tanto più questi due elementi sono elevati tanto più sarà facilitata la concessione della Delega di pagamento!

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Prestiti – Aumentano le Erogazioni!!

Crisi economica superata? Ancora no, ma ci sono tiepidi ed importanti segnali che provengono da Banche e Società Finanziarie di ripresa nella erogazione di Prestiti alle Famiglie e alle Aziende.

Certo sono moltissime le Famiglie e le Aziende tuttora sofferenti ed in forte crisi e in chiara difficoltà, ma l’avere ritrovato la via di accesso al credito ridà un minimo di speranza.

E va anche detto che le offerte di Banche e Società Finanziarie sono nettamente migliori e più vantaggiose di quelle del passato. È questo un ulteriore segnale di una ritrovata fiducia vicendevole tra cittadini e Istituti di credito.

La concessione degli ultimi due mesi di Prestiti finalizzati è in aumento del 9% circa e per i Prestiti personali del 11% circa se confrontati con lo stesso periodo dell’anno precedente.

L’erogato medio è di circa 8.000 euro. La cifra media per i Prestiti finalizzati è di 5.200 euro e per i Prestiti personali di 10.800 euro.

Sono in aumento i Prestiti fino a euro 5.000 e diminuiscono invece quelli fino a 10.000 euro.

È in netto aumento l’età del richiedente oltre i 65 anni. Segnale questo che gli Istituti di credito danno la preferenza al reddito da pensione.

La durata è in forte diminuzione per i Prestiti fino a 5.000 euro ed aumenta sensibilmente mano a mano che aumenta la cifra erogata fino al massimo consentito di 120 mesi.

Segnali questi davvero incoraggianti!

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Corte di Cassazione a Equitalia: No Ipoteca senza avviso al debitore!

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la più autorevole della Corte di Cassazione, con sentenza n. 25561 del 3/12/2014 ha determinato che Equitalia non può ipotecare senza prima avvertire ufficialmente il debitore.

Tutto ciò grazie al ricorso di una signora di Roma che aveva subito l’Ipoteca di Equitalia senza averne avuta la notifica.

La Corte di Cassazione ha dato ragione alla signora in quanto: l’iscrizione di ipoteca senza la comunicazione al contribuente è nulla, non avendo, Equitalia, rispettato l’obbligo del contradditorio endoprocedimentale che si ha attraverso la comunicazione preventiva al contribuente.

Ha fissato inoltre un tempo minimo di 30 giorni da mettere a disposizione del contribuente per esercitare il diritto di difesa e se del caso poi regolarizzare la sua posizione debitoria.

NOTA

Continua a persistere il Divieto di Espropriazione a difesa dell’abitazione principale nei seguenti casi:

  1. Il debitore ha la residenza anagrafica presso l’immobile in parola;
  2. Unico immobile posseduto;
  3. Immobile con destinazione catastale ad uso abitativo;
  4. Che non si tratti di casa di lusso, non deve appartenere alle categorie: A8 (ville) e A9 (Castelli)

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Cambiali & Rischi! La Cambiale è un Prestito?

La Cambiale è un Titolo di Credito, la cui funzione è quella di rimandare il pagamento di una somma in denaro, che attribuisce al possessore legittimo (creditore) il diritto a farsi pagare ad una precisa data di scadenza che è indicata in essa.

Esistono due tipi di cambiale:

  1. Cambiale/Tratta: il traente (il creditore) dà ordine al trattario (il debitore) di pagare una somma al portatore del titolo, beneficiario o terzo. Per legge il traente garantisce la cambiale e ne resta sempre il responsabile sia per l’accettazione che per il pagamento. Per l’accettazione ci si può esimere dalla accettazione mediante una precisa clausola, ma non per il pagamento.

Nota: ogni creditore sarà responsabile del pagamento della Cambiale/Tratta verso coloro che possederanno il Titolo.

  1. Pagherò o Vaglia Cambiario: Emesso dal debitore che fa una promessa di pagamento al creditore, ovvero al beneficiario del titolo. La cambiale viene firmata dall’emittente il quale resta l’obbligato principale nei confronti del o dei creditori successivi.
  2. Imposta di Bollo: al 12 per mille per la Cambiale/Tratta e all’11 per mille per il Pagherò o Vaglia Cambiario.

I moduli si acquistano in tabaccheria come anche il bollo. Il bollo è il costo della Cambiale che incassa lo Stato.

NOTA: La Cambiale priva di bollo o con bollo che non è stato annullato in Posta non ha alcun valore di Titolo Esecutivo e in caso di mancato pagamento non si può dar corso ad azioni esecutive per il recupero del dovuto.

È il giudice, anche d’ufficio, che dichiara l’inefficacia di Titolo Esecutivo della cambiale priva del bollo.

Tutti possono avere un Prestito garantito da Cambiale? O esistono delle reali limitazioni alla concessione e successiva erogazione di tale finanziamento?

Ottenere un finanziamento con la cambiale non è facile. Non siamo più negli anni d’oro della ricostruzione, anni in cui la cambiale era a tutti gli effetti il Prestito che la banca concedeva a larghe mani in quanto si sapeva che i debiti si pagavano, oggi siamo in forte tensione economica, sappiamo che le entrate sono contate e questa informazione ce l’hanno anche coloro che concedono i finanziamenti. Così emettere cambiali a fronte di un Cliente protestato senza una garanzia reale risulta impossibile, anche perché sappiamo che in caso di pignoramento l’ultimo sarà posto in coda ai pignoramenti già in corso.

Gli Istituti finanziari che concedono il Prestito Cambializzato verificano e valutano il cliente e decidono in base alla sua Centrale Rischi.

Ad una persona che ha ritardi nei pagamenti o che ha saltato il pagamento di rate di un Prestito e che non può essere finanziato attraverso la Cessione del Quinto gli sarà negato anche il Prestito cambializzato, a meno che non vi sia una persona finanziabile che Avalla con la propria firma la Cambiale. L’Avallo vale quale Garanzia a favore del debitore, se lui non salderà la/le cambiali lo farà l’Avallante.

Analizzando la voce Costi aggiungiamo una ulteriore limitazione: la Cambiale ha costi molto più alti del Prestito tradizionale e coloro che si trovano in particolare difficoltà economica si espongono alla Usura, rete, questa, assolutamente distruttiva per se stessi e per la famiglia oltre che per le Aziende.

La cambiale ha costi più alti sia per il Tasso di interesse applicato, infatti maggiore sarà il rischio per la Finanziaria e più alto sarà il tasso, che per le spese di bollo che incassa lo Stato, da porre sulla cambiale per validarla, del valore del 1,2% sul valore della cambiale stessa a carico del Debitore. La cambiale va validata presso le Poste. Da ricordare che senza bollo annullato dalle Poste la cambiale non ha valore di Titolo Esecutivo.

La/le cambiali vanno pagate pena essere inseriti nel Registro dei Protestati della CCIAA di residenza e se entro l’anno non si paga e si richiede la cancellazione il Protesto sarà scritto nel Registro dei Protestati del Tribunale e la procedura di cancellazione sarà lunga e onerosa.

Segnalazione di Protestato in Camera di Commercio, cosa fare.

Per prima cosa si deve cercare di pagare la/le cambiali prima dell’anno di scadenza del pagamento della cambiale. Il creditore deve rilasciare la Quietanza scritta e sottoscritta (Liberatoria). Con la quietanza si va presso la CCIAA locale e si chiede formalmente la cancellazione dal Registro dei Protestati della CCIAA.

Se invece il Protesto viene chiuso quando ormai è passato più di un anno o peggio non viene chiuso affatto la segnalazione viene registrata anche presso il Registro dei Protestati del Tribunale locale.

In questo caso il nome del Protestato resta segnalato per cinque anni, se desidera la cancellazione deve recarsi presso il Tribunale e presso l’Ufficio Protesti della CCIAA, dove risulta segnalato, con una istanza di Riabilitazione (assegno o cambiale) accompagnata dalla firma del creditore della Quietanza di pagamento del Titolo Protestato (Liberatoria).
Dopo 5 anni in automatico scatta la cancellazione del Registro in Tribunale e dal Registro dei protestati della Camera di Commercio, e alla scadenza è opportuno verificare che ciò sia effettivamente avvenuto!

Prestitia per cercare di evitare problematiche finanziarie alle persone che poi si trascinano nel tempo per molti anni ritiene utile un confronto, una consulenza, finalizzata a valutare una soluzione alternativa come ad esempio per un dipendente può essere la Cessione del Quinto dello Stipendio o un Prestito personale che fa un famigliare finanziabile in sostituzione.

Prima quindi di decidere di mettersi in ulteriore difficoltà economica vale la pena di analizzare bene la propria situazione finanziaria sia attuale che di prospettiva futura. Per farlo serve un interlocutore che sappia analizzare bene le Vostre esigenze.

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