Cattivi Pagatori

Ritardi nel pagamento di rate di un prestito: cosa succede?

Ritardi nel pagamento di rate di un prestito: cosa succede?

Il caso prospettato merita una analisi approfondita.

Si può pensare a problemi sorti per:

ü      Perdita lavoro per licenziamento o chiusura ditta,

ü      Cassa Integrazione con riduzione dello stipendio,

ü      Problemi gravi di salute,

ü      Interventi medici urgenti, che si devono pagare,

ü      Incapacità nella gestione personale finanziaria,

ü      Altro.

Tutte cause importanti che esistono nella realtà, nella quotidianità.

I primi tre casi non sono da trascurare in quanto di norma i Prestiti sono coperti da assicurazione.

Non appena si ha la certezza di essere in difficoltà a pagare le rate si deve contattare l’Istituto/Banca che ha concesso il finanziamento per cercare una via di uscita: da un lato verificando se esiste la copertura assicurativa, in questo caso sarà l’assicurazione a subentrare nei pagamenti, dall’altro se dipende da problemi di salute familiari o per incapacità alla gestione e quindi a scelte sbagliate e ad un sovraccarico di impegni ai quali non si riesce a far fronte con il pagamento mensile. Sarà bene consigliarsi subito con la finanziaria per valutare insieme una nuova pianificazione del rientro.

 

La segnalazione in Centrale Rischi crea sul Cliente seri problemi per i finanziamenti futuri.

Sistemi di Informazione Creditizia presso gli Istituti:

ü       CRIF S.p.A, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Via Montebello n.2/2-40121 Bologna, tel.051/6458900, fax 051/6458940, info.relazioniconilpubblico@crif.com www.consumatori.crif.com

ü       EXPERIAN ITALIA S.p.A.,Servizio Tutela Consumatori, Via Carlo Pesenti n. 121,– 00156 Roma, tel.199.183.538, fax 199.101.850, www.experian.it

ü       CTC, Consorzio Tutela del Credito, Via Tunisia n.50, 20124 Milano, fax 02/67479250, www.ctconline.it Centrale d’Allarme Interbancaria presso Banca d’Italia.

Tempi di conservazione dei dati nei Sistemi di Informazione presso gli Istituti :

ü       Richiesta di finanziamento 6 mesi, qualora l’istruttoria lo richieda, o 1 mese in caso di rifiuto della richiesta o rinuncia alla stessa

ü       Morosità di due rate o di due mesi poi sanate 12 mesi dalla regolarizzazione

ü       Ritardi superiori sanati anche su transazione 24 mesi dalla regolarizzazione

ü       Eventi negativi (ossia morosità, gravi inadempimenti, sofferenze) non sanati 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui è risultato necessario l’ultimo aggiornamento (in caso di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso) Rapporti che si sono svolti positivamente (senza ritardi o altri eventi negativi) 36 mesi in presenza di altri rapporti con eventi negativi non regolarizzati. Nei restanti casi, il termine di 36 mesi dalla data di cessazione del rapporto o di scadenza del contratto, ovvero dal primo aggiornamento effettuato nel mese successivo a tali date.

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Prestito con garante: cioè?

Salve, mi hanno parlato del “prestito con garante” ma francamente non ho le idee chiare: me lo spiegate?

Ci sono casi di richiedenti un prestito personale o finalizzato in cui viene richiesto da parte dell’Istituto al quale ci si è rivolti per ottenere il finanziamento la figura di un garante.  I motivi possono essere molteplici: età, attività, tipo di contratto di lavoro, residenza, cassa integrazione, stipendio, da quanto in Italia, la prima volta che si chiede un finanziamento, ecc. . La figura del Garante deve avere determinate caratteristiche: deve essere un famigliare convivente, non deve avere segnalazioni negative bancarie, e deve essere in possesso dei requisiti tipici del richiedente il finanziamento. se sarà riconosciuto idoneo firmerà il contratto come  “GARANTE” del finanziamento. In passato, oggi meno, questo termine è stato usato ed abusato in mille modi, illudendo le persone che non era importante e che si sarebbero liberate presto. Ma così non è stato per molti, tantissimi casi.

Le cose non stanno così perchè il garante è a tutti gli effetti il coobbligato in solido del finanziamento e se le rate non sono pagate regolarmente dal richiedente egli stesso sarà tenuto a farlo direttamente. Altrimenti sarà segnalato come cattivo pagatore e non potrà essere finanziato per esigenze sue personali.

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Prestito per cattivi pagatori?

Sono un cosiddetto “cattivo pagatore”: mi spiegate esattamente cosa significa?
E come faccio ad ottenere un prestito in questo caso?

Cattivo pagatore è:

  • colui  che per motivi personali non ha rispettato impegni economici che si era preso sottoscrivendo un contratto per un finanziamento: Prestito personale o finalizzato e Mutuo acquisto casa.
  • colui che è stato PROTESTATO per non aver onorato l’impegno relativo alla emissione e copertura economica di un assegno bancario o di una cambiale.

Mentre per il primo caso il termine della cancellazione è fissato attraverso una determinata durata in rapporto alla gravità dei ritardi:

  • fino a due rate di ritardo 12 mesi dalla regolarizzazione dei mancati o ritardati pagamenti;
  • superiori a due rate e poi sanati o transati in accordo con l’ente finanziatore 24 mesi dalla regolarizzazione;
  • Eventi negativi gravi quali sofferenze non sanate 36 mesi dalla data di scadenza del contratto.

Per il secondo caso l’ostacolo è arduo e quasi insuperabile ed in genere per superarlo serve o l’assistenza di un legale o di un agente con specifica esperienza come è per la nostra struttura.

Relativamente alla sua seconda domanda per risponderle dobbiamo dapprima verificare la sua attività. Se lei è un dipendente a tempo indeterminato pubblico o para pubblico o di una società di capitale (SPA, SRL, Grandi e confermate Cooperative) esiste una soluzione immediata per risolvere il suo problema: la CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO. Ritengo a tal proposito significativo oltre che necessario segnalare l’attenzione che deve essere posta da parte di tutti i richiedenti di usare cautela nelle decisioni da prendere e di valutare e confrontare ciò che viene proposto con preventivi che devono essere firmati dal proponente.

Per tutti i casi non compresi nella casistica sopra richiamata serve un Agente che attraverso una consulenza finanziaria dettagliata valuti come procedere.

 

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Cattivo Pagatore: cosa significa e cosa comporta

Essere segnalati in CRIF (Centrale Rischi Finanziari) come cattivo pagatore è la conseguenza di un ritardo di pagamento di una o di più rate. Il cattivo pagatore subisce giustamente delle limitazioni per la richiesta di un nuovo prestito: la Banca o l’Istituto finanziatore controlla sempre la Centrale Rischi del/dei richiedenti il finanziamento per accertarsi sull’affidabilità creditizia del/dei soggetti e per i cattivi pagatori la richiesta di un finanziamento è veramente un traguardo irragiungibile, impossibile.

E’ sempre possibile visionare i propri dati CRIF in Banca o nella propria Finanziaria per essere aggiornati sullo stato creditizio personale, è semplice basta farne richiesta direttamente. Se si è inseriti come cattivi pagatori la cancellazione avviene dopo un periodo che va da uno a due anni, a seconda che si tratti di una o di più rate non pagate o con ritardi di pagamento, dal momento in cui sono stati regolarizzati i pagamenti del finanziamento e se nell’arco di questo tempo non sono stati effettuati altri ritardi di pagamento.

Consiglio utile per tutti coloro che richiedono un prestito è di non rimandare mai il pagamento di una rata,  e per chi fosse cattivo pagatore ed è un dipendente a tempo indeterminato, di chiedere il finanziamento attraverso la cessione del quinto dello stipendio, che per la maggior parte dei casi risulta un prestito più facile e veloce da ottenere in quanto non viene verificata la Centrale Rischi del richiedente.

Prestitia informa!

Prestitia si propone, con il proprio staff di consulenti, per analizzare la tua storia e la tua necessità economica, interpellaci!!

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CRIF e controllo dei cattivi pagatori

Come funziona il tracciamento dei cattivi pagatori da parte di banche e finanziarie?

Ogni qualvolta viene richiesto un finanziamento, esistono enti pubblici o privati (CRIF) che tengono sotto controllo ogni aspetto del prestito, dall’importo alla tipologia di ammortamento, per poter raccogliere in modo automatico le informazioni necessarie a tracciare il profilo storico del soggetto debitore.

Il cattivo pagatore è colui che per impegni economici di diverso tipo non riesce a pagare una rata di prestito ed è costretto a rimandare. Quando si è segnalati in questo elenco diventa difficile richiedere un secondo finanziamento, proprio per l’affidabilità finanziaria che cala notevolmente. Banche e agenzie di credito sono informate tramite CRIF se un richiedente è cattivo pagatore per regolarsi di conseguenza.

Per informarsi sull’attuale stato (cattivo pagatore o meno), basta recarsi nella propria banca/finanziaria e chiedere i moduli necessari.

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