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25 maggio 2011 | Autore:

Ritardi nel pagamento di rate di un prestito: cosa succede?


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Ritardi nel pagamento di rate di un prestito: cosa succede?

Il caso prospettato merita una analisi approfondita.

Si può pensare a problemi sorti per:

ü      Perdita lavoro per licenziamento o chiusura ditta,

ü      Cassa Integrazione con riduzione dello stipendio,

ü      Problemi gravi di salute,

ü      Interventi medici urgenti, che si devono pagare,

ü      Incapacità nella gestione personale finanziaria,

ü      Altro.

Tutte cause importanti che esistono nella realtà, nella quotidianità.

I primi tre casi non sono da trascurare in quanto di norma i Prestiti sono coperti da assicurazione.

Non appena si ha la certezza di essere in difficoltà a pagare le rate si deve contattare l’Istituto/Banca che ha concesso il finanziamento per cercare una via di uscita: da un lato verificando se esiste la copertura assicurativa, in questo caso sarà l’assicurazione a subentrare nei pagamenti, dall’altro se dipende da problemi di salute familiari o per incapacità alla gestione e quindi a scelte sbagliate e ad un sovraccarico di impegni ai quali non si riesce a far fronte con il pagamento mensile. Sarà bene consigliarsi subito con la finanziaria per valutare insieme una nuova pianificazione del rientro.

 

La segnalazione in Centrale Rischi crea sul Cliente seri problemi per i finanziamenti futuri.

Sistemi di Informazione Creditizia presso gli Istituti:

ü       CRIF S.p.A, Ufficio Relazioni con il Pubblico, Via Montebello n.2/2-40121 Bologna, tel.051/6458900, fax 051/6458940, info.relazioniconilpubblico@crif.com www.consumatori.crif.com

ü       EXPERIAN ITALIA S.p.A.,Servizio Tutela Consumatori, Via Carlo Pesenti n. 121,– 00156 Roma, tel.199.183.538, fax 199.101.850, www.experian.it

ü       CTC, Consorzio Tutela del Credito, Via Tunisia n.50, 20124 Milano, fax 02/67479250, www.ctconline.it Centrale d’Allarme Interbancaria presso Banca d’Italia.

Tempi di conservazione dei dati nei Sistemi di Informazione presso gli Istituti :

ü       Richiesta di finanziamento 6 mesi, qualora l’istruttoria lo richieda, o 1 mese in caso di rifiuto della richiesta o rinuncia alla stessa

ü       Morosità di due rate o di due mesi poi sanate 12 mesi dalla regolarizzazione

ü       Ritardi superiori sanati anche su transazione 24 mesi dalla regolarizzazione

ü       Eventi negativi (ossia morosità, gravi inadempimenti, sofferenze) non sanati 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui è risultato necessario l’ultimo aggiornamento (in caso di successivi accordi o altri eventi rilevanti in relazione al rimborso) Rapporti che si sono svolti positivamente (senza ritardi o altri eventi negativi) 36 mesi in presenza di altri rapporti con eventi negativi non regolarizzati. Nei restanti casi, il termine di 36 mesi dalla data di cessazione del rapporto o di scadenza del contratto, ovvero dal primo aggiornamento effettuato nel mese successivo a tali date.

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